domenica 21 ottobre 2012

Roghi Tossici rifiuti Campania: sul fenomeno è forte attenzione e impegno di tutte le istituzioni Chiesa compresa

A causa del  fenomeno dei roghi tossici di rifiuti la regione Campania detiene un altro triste primato. Il fenomeno si sta trasformando in una vera e propria emergenza sanitaria oltre che ecologica, per la preoccupante alta incidenza di patologie tumorali tra i residenti. Da questi incendi purtroppo si sprigiona soprattutto la diossina che è dannosa per la salute dell'uomo e per la salvaguardia dell'ambiente.
“La situazione è drammatica ed è insostenibile sul piano della salute”. Ad affermarlo Antonio Marfella, tossicologo e oncologo dell'istituto nazionale tumori Irccs 'Fondazione G. Pascale' di Napoli e referente di Isde - Medici per l'ambiente.
Dati dell'Organizzazione mondiale della sanità, Oms, rivelano che in Campania si registra un aumento della mortalità del 9-12%, delle malformazioni di ben l'84% e una diffusione dei tumori stimata in crescita di 19 punti percentuali tra gli uomini e di 29 tra le donne. In alcuni punti della provincia poi, si rivelano punte di tumori che arrivano al 400%.
I dati diffusi recentemente dall'istituto dei tumori di Napoli 'Pascale' parlano di un incremento di mortalità per tumori negli ultimi vent'anni nella provincia di Napoli del 47% per gli uomini e del 40% per le donne, nella provincia di Caserta del 28,4% per gli uomini e del 32,7% per le donne.
La problematica riguarda un’area immensa situata a nord di Napoli, tra le città di Caivano e Acerra e abbraccia anche il nolano e casertano con ripercussioni sia sui comuni limitrofi sia sulla stessa città di Napoli attraverso nubi tossiche e maleodoranti.

Un’area che è ormai tristemente nota come la ‘Terra dei fuochi’ e dove, secondo dati recentemente diffusi, negli ultimi due anni si sono verificati almeno tre roghi tossici ogni due giorni. http://www.laterradeifuochi.it/
Un’area dove ogni giorno vengono smaltite almeno di 30mila tonnellate di rifiuti tossici industriali. Si tratta per lo più di scarti di lavorazioni agricole, industriali, principalmente tessuti e pellami, scarti dell'edilizia privata e pneumatici che vengono abbandonati furtivamente nelle strade periferiche del napoletano. Atti criminali compiuti da imprenditori senza scrupoli che per abbattere i costi di produzione o per non far emergere quote di produzione sommersa con conseguente evasione fiscale, ricorrono allo smaltimento illecito dei residui di lavorazione.
Ad essere interessate dal fenomeno sono per lo più le aree periferiche di confine tra i vari territori comunali. Si tratta quindi di aree incontrollate su cui cadono diverse problematiche di competenza anche territoriale e in cui vi è una forte presenza di rom. Un fatto questo, che ha la sua rilevanza nel fenomeno in quanto i rom, incuranti della conseguenze per tutti, oltre a bruciare le carcasse di auto abbandonate e cavi elettrici per ricavarci rame, danno fuoco a tutte le ore del giorno e della notte anche a questi rifiuti. Spesso, come da più parti viene ipotizzato, su commissione degli stessi autori degli sversamenti illegali per farne sparire ogni traccia e anche per ‘fare spazio’ ad altri sversamenti.
Purtroppo, seppur periodicamente bonificati, questi siti di smaltimento illegale, tornano nuovamente a essere utilizzati da chi ha interesse a smaltire illegalmente i propri rifiuti.
Da parte loro i sindaci dei comuni situati nei territori coinvolti dalla problematica si difendono affermando di fare il proprio dovere per tutelare la salute dei propri concittadini, ma che diventa sempre più difficile gestire la situazione a causa delle ristrettezze economiche in cui si trovano le loro amministrazioni. Per far fronte a questa emergenza sopperendo alle scarse risorse molti Amministratori locali si sono coalizzati tra loro. Nel senso che lo scorso 23 marzo hanno firmato un protocollo d'intesa con la Prefettura di Napoli. Un documento sull’attività di prevenzione e vigilanza finalizzate ad evitare fenomeni di abbandono dei rifiuti, nonchè ad impedire l'illegale smaltimento degli stessi attraverso roghi in luoghi pubblici e privati a cui hanno voluto aderire anche Regione Campania e Provincia di Napoli. L'impegno preso dalla Regione Campania è stato soprattutto di mettere a disposizione le sue risorse e a permettere un uso delle sue tecnologie, come la videosorveglianza. In questo modo si vuole soddisfare la richiesta giunta da diverse amministrazioni locali di provvedere ad una videosorveglianza delle zone a maggiore incidenza del fenomeno dei roghi tossici.
I sindaci impegnati con tutte le loro ‘forze’ nella lotta al fenomeno, dopo la recente adesione di altri 8 comuni, sono ora 25. Le new entry sono i comuni di Marano, Mugnano, Palma Campania, Qualiano, Roccarainola, Somma Vesuviana, Terzigno e Villaricca.
Alla forte sensibilizzazione alla lotta al fenomeno, mostrata da tante Amministrazioni comunali,
si associa anche l’adesione dell'Arpac, delle Asl 1 centro, 2 Nord e 3 Sud e di quattro associazioni ambientaliste: Fai, Legambiente, Vas (Associazione Verdi ambiente e Società onlus) e dalle Guardie Ambientali d'Italia, associazioni di categoria, Camera di Commercio, Conai, Anas del Compartimento della viabilità in Campania e Compartimento della Polizia stradale di Napoli.
Sul fenomeno è forte l'attenzione e l’impegno anche della Chiesa. Oltre al Cardinale di Napoli, Monsignor Crescenzio Sepe vi è una forte partecipazione, anche in prima linea, di molti parroci.
Tra gli impegni stabiliti dall'intesa spicca la formazione delle polizie locali dei diversi comuni che potranno prepararsi ad affrontare al meglio i reati ambientali all'interno della Scuola Regionale di Polizia Locale della Regione Campania attraverso stage e incontri formativi. I Comuni firmatari, per parte loro, si impegnano anche a liberare i siti abusivi dai rifiuti inquinanti.
Il contrasto messo in atto finora dai comuni ha, dall’ottobre del 2010 ad oggi, permesso di arrestare nell’area interessata 155 persone e denunciarne 804 per crimini ambientali legati allo smaltimento ed all'incendio di rifiuti speciali e pericolosi. Un periodo durante il quale le forze dell'ordine hanno anche individuato ben 463 roghi pericolosi distinguibili per lo più in 159 roghi di penumatici, 287 di materiale tessile e di pelletteria e 17 incendi di rifiuti connessi alle attività agricole. Un dato che dimostra la qualità e la provenienza dei rifiuti e che dovrebbe ben indirizzare la lotta da parte delle forze dell'ordine al fenomeno. Ad agevolare il lavoro di contrasto l’istituzione di gruppi di lavoro specifici presso i commissariati e le compagnie e le tenenze dei carabinieri che stanno permettendo una attività capillare sul territorio interessato. Questo però, sembra non bastare in quanto secondo gli ultimi dati disponibili la situazione derivante dagli incendi dolosi appiccati ai cumuli di rifiuti lasciati lungo le strade periferiche nel napoletano sono in calo, ma non regrediscono. Ed ecco che allora la mobilitazione sta diventando totale. Nei giorni scorsi, il 17 ottobre, la Giunta comunale di Napoli si è impegnata, con una delibera, a combattere lo sversamento abusivo e la combustione illegale dei rifiuti. La delibera impegna ‘Asia Napoli’, la società del Comune partenopeo responsabile della raccolta dei rifiuti in città, al prelievo differenziato dei pneumatici, anche se abbandonati per strada, da conferire al consorzio ‘Ecopneus’ per inviarli al recupero. A tal scopo l'’Asia Napoli’ ha individuato nel territorio comunale almeno 66 siti di sversamenti illegali dove vengono sversati periodicamente ingenti quantità di pneumatici usati. Questi siti al fine di impedirne il riutilizzo dopo la bonifica sarà monitorato dal nucleo di Polizia locale preposto alla lotta allo sversamento abusivo di rifiuti. E’ previsto anche il ricorso a 50 volontari da utilizzare come guardie ambientali. per contrastare il fenomeno dell'abbandono incontrollato di rifiuti e per ridurre il rischio di combustione. Inoltre, l’Asia dovrà prelevare i rifiuti provenienti dalla differenziazione effettuata dall'Astir, la società di proprietà della Regione Campania, per poi conferirli nei siti di destinazione finale.
Nel frattempo, oltre 30 associazioni e oltre 30mila cittadini si sono mobilitati per dire basta a questi roghi tossici. Tutti insieme hanno dato vita ad un'iniziativa che culminerà in una 'querela a sottoscrizione popolare', che sarà depositata alle Procure di Napoli, di Santa Maria Capua Vetere e di Nola, nei confronti di Regione Campania, Province di Napoli e Caserta e di ben 42 Comuni, tra i quali anche i Comuni capoluogo per violazione dell'articolo 328 del Codice Penale, non avendo di fatto negli anni adoperato tutti gli strumenti a loro consentiti dalla legge per fronteggiare e cercare di risolvere la problematica.
Un dato significativo è il fatto che la sottoscrizione, chiusa il 30 settembre scorso,  ha raggiunto quota 32.520 firme.
Da tempo il Coordinamento comitati fuochi, che raccoglie 34 comitati attivi sul territorio, ha avanzato la proposta dell’istituzione di un sistema nazionale satellitare di tracciabilità dei flussi di rifiuti industriali e l'inasprimento delle pene per reati di trasporto e smaltimento illegale di rifiuti industriali equiparandolo a reato di camorra.
Sul fenomeno è forte l'attenzione e l’impegno della Chiesa che vede in prima linea molti parroci come Don Maurizio Patriciello, parroco della chiesa di San Pietro Apostolo al Parco Verde di Caivano nel napoletano che sta portando avanti una dura battaglia per ottenere la vivibilità del territorio in cui svolge la sua missione e che è ormai invivibile a causa del fenomeno. Un impegno che lo sta portando ad avere contatti quasi quotidiani anche con diversi rappresentanti istituzionali regionali.
A testimonianza della tensione che tutti i protagonisti di questa situazione vivono è un episodio che si è verificato nei giorni scorsi durante  una riunione presso gli uffici del Palazzo di Governo.
Don Maurizio si è reso, suo malgrado, protagonista di un episodio in cui è stato rimproverato aspramente dal Prefetto di Napoli, Andrea De Martino. Il rappresentante del Governo lo ha ‘richiamato’ quando si è rivolto al Prefetto di Caserta, Carmela Pagano chiamandola più volte ‘Signora’ in presenza di rappresentanti di altre istituzioni. De Martino ha invitato il parroco a rivolgersi al responsabile della prefettura di Caserta utilizzando il titolo di Prefetto. Un momento definibile ‘triste’ della riunione che è stato ripreso con il telefonino e che poi, è stato messo in rete. Una testimonianza del rimprovero piuttosto ‘caloroso’ di De Martino nei confronti di Don Maurizio che di fatto si è stato uno sfogo del Prefetto di Napoli e che evidenzia quanto sia alta la tensione e lo stress a causa di questa grave problematica. “Ero lì per segnalare solo quanto noi cittadini abbiamo documentato con foto, per ragionare come sempre con spirito collaborativo e costruttivo. Non era mia intenzione di mancare di rispetto al prefetto di Caserta chiamandola solo signora e non 'signor prefetto'”, ha spiegato più tardi il parroco di Caivano. Don Maurizio conosceva il prefetto di Caserta e per il suo ruolo era stato da lei più volte ricevuto presso la prefettura a Caserta e chissà in quante di queste occasioni Don Maurizio le si è rivolto chiamandola signora. Un dire caratteristico dei parroci, specie di provincia. Un dire che non è certo irriverente ma figlio anche di una certa familiarità che si è ormai venuta a stabilire tra tutti i protagonisti del contrasto al fenomeno che a volte stanno insieme per lavoro più di quanto non stanno con i propri familiari.
Purtroppo come accade in casi del genere l’episodio è stato ampliato in maniera esagerata.
Le richieste di tanti al Prefetto di Napoli, Andrea De Martino di scusarsi con il Parroco di Caivano, don Maurizio Patriciello forse erano inappropriate perché anche se il modo è sindacabile certo le ragioni non lo sono. De Martino aveva il dovere istituzionale di intervenire anche se forse non in quel modo. Se in un contesto privato certe formalismi sono annullati in pubblico tutto deve rimanere immutato diversamente le regole e il rispetto dei ruoli e competenze sarebbe annullato. Tanto è vero che a testimonianza della piccolezza del fatto la ‘pace’ tra i due è stata poi, fatta al funerale a Cardito della giovane vittima della camorra, Pasquale Romano.

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Nel mondo sono tante le persone che piangono e soffrono a loro dedico un affettuoso pensiero....

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DARFUR:NON C'E' PIU' TEMPO DA PERDERE!

IN DARFUR SONO DECINE SE NON CENTINAIA LE PERSONE CHE MUOIONO OGNI MESE...
FAI LORO DEL BENE... AIUTA I RIFUGIATI E I PROFUGHI DEL DARFUR FACENDO UNA DONAZIONE ALL'AGENZIA ONU PER I RIFUGIATI UNHCR CHIAMA LO 0680212304 PER SAPERE COME FARE....
RICORDATI BASTANO 31 EURO PER ACQUISTARE 8 COPERTE, 51 EURO PER UNA TENDA E 200 EURO PER DARE ASSISTENZA MEDICA A 25 FAMIGLIE...

Un bambino del Darfur

Un bambino del Darfur
aiuta ad aiutarlo sostieni le iniziative pro Darfur
In Darfur dal 2003 ad oggi sono state compiute esecuzioni, anche di massa, stupri, soprattutto di massa, nei confronti di donne, uomini e bambini e interi villaggi sono stati rasi al suolo. Il terrore è stato usato come pratica generalizzata e a sfondo razziale mentre lo stupro è diventato una vera e propria arma da guerra.
Il governo sudanese di Khartoum da parte sua ha bombardato senza sosta i civili, e ha reso sempre più difficili le operazioni di soccorso delle organizzazioni umanitarie nei confronti delle genti del Darfur, fino al punto di far scappare via la maggior parte delle Ong operanti nella regione sudanese e liberarsi così di scomodi testimoni di quanto accadeva in quei luoghi. La stessa tattica è stata seguita prima con i peacekeepers dell'Ua e poi con quelli dell'Onu...
Tutto il mondo è a conoscenza di quanto accade in quella remota regione sudanese e lancia denunce. Da un lato Washington parla di genocidio, dall’altro l'Onu parla di catastrofe umanitaria e di pulizia etnica.
Il tutto però resta nella totale impunità!
Intanto, dal Febbraio 2003 anno in cui è iniziata la ribellione della popolazione di etnia africana del Darfur, circa 6 milioni in maggioranza musulmana e in parte animista, contro il governo sudanese, musulmano ma integralista e soprattutto di etnia araba e bianca, è scoppiato il conflitto che ha causato finora circa 300mila morti e due milioni e mezzo di profughi. Una protesta nata per lo stato di totale abbandono e sfruttamento in cui la popolazione nera era tenuta. La repressione del governo centrale è stata spietata, soprattutto facendo uso dei Janjaweed, i diavoli a cavallo, che sono milizie nomadi di etnia araba che hanno compiuto tutti gli orrori possibili e inimmaginabili contro le genti del Darfur di etnia nera, per lo più contadini e pastori.

Il pianto di un innocente a Gaza

Il pianto di un innocente a Gaza
Ancora una volta il mondo intero si dovrebbe vergognare!!!
La guerra chi puo raccontarla? E' difficile farlo ma tutti possiamo immaginare come sia il sentire l'odore dei morti abbandonati nelle strade o sotto le macerie, il vedere i bambini che muoiono di fame accanto al cadavere della madre, il sentire il lamento dei feriti e lo strazio dei sopravvissuti, di chi si vede impotente e maledice chi gli ha portato via tutto.
Nella Striscia di Gaza siamo ormai quasi alla terza settimana di bombardamenti e inesorabilmente, come non potrebbe essere diversamente con tutta la tecnologia militare del 21° secolo che gli israeliani stanno usando, il numero dei morti tra i civili continuato ad aumentare, mentre l'esercito israeliano bombarda le loro case si moltiplicano tra i palestinesi le scene di disperazione e di dolore causati dagli effetti devastanti della guerra che certamente non sono cambiati nel tempo anzi al contrario.

Giugno 2009: La rivoluzione di velluto in Iran

Giugno 2009: La rivoluzione di velluto in Iran
Sono solidale con i persiani che manifestano

Il 12 giugno 2010 è caduto il primo anniversario delle contestate elezioni iraniane. Elezioni che decretarono la riconferma a presidente dell’Iran di Mahmud Ahmadinejad. Il Paese ha vissuto le prime ora di questa giornata con una calma carica di tensione che poi, è scoppiata nel pomeriggio intorno alle 16, le 13.30 italiane con i primi scontri tra manifestanti e forze di sicurezza nei pressi dell’Università Sharif di Teheran. Era impensabile che l’opposizione iraniana del movimento riformista dell’Onda Verde si facesse scappare questa occasione per proclamare il proprio dissenso al regime degli Ayatollah. I luoghi delle sanguinose proteste post elettorali di un anno fa si sono quindi di nuovo riempiti di manifestanti. Questo, nonostante l’appello dei leader dell’opposizione, Moussavi e Karroubi, a evitare di scendere in piazza e nonostante che le forze di sicurezza avessero preso posizione in vari punti strategici del centro di Teheran per prevenire manifestazioni. Nonostante le proteste e le accuse di brogli elettorali il contestato presidente Ahmadinejad ha potuto proseguire nel suo mandato, quasi certamente usurpato, grazie all’appoggio dell’ayatollah Ali Khamenei, la Guida Suprema. La lotta continuerà. Viva la Persia! Viva il movimento riformista!


i 44 presidenti degli Usa

i 44 presidenti degli Usa
da www.patrickmoberg.com/blog/id:420/november-4-2008

The President United States of America

The President United States of America
Barack Obama

E' morta Miriam Makeba

E' morta Miriam Makeba
Addio Mama Afrika....io continuerò a sognare...

Notes

***

Italia. Violenza sessuale è allarme sociale


Dopo i recenti casi di stupri, a Roma, Bologna e Milano non si riesce quasi più a tenere il conto degli episodio di violenza sessuale che, dall'inizio dell'anno, si stanno susseguendo in Italia ad opera principalmente di stranieri. Un orribile reato che si verifica nelle grandi città metropolitane come nei piccoli centri urbani. Emergono dati da brividi dalle informazioni fornite dal Presidente facente funzioni del Tribunale di Como Giuseppe Anzani e dal Procuratore capo Alessandro Maria Lodolini. Ogni 4 giorni in Procura a Como arriva una denuncia per violenza sessuale. I fascicoli aperti tra luglio 2007 e giugno 2008 sono stati 89, tra violenze sessuali e pedofilia. Ma è solo la punta di un iceberg in quanto, il reato, per la quasi totalità è sommerso perché prevale ancora la paura e la vergogna a denunciare la violenza subita. Fino ad oggi la violenza che subivano le donne era soprattutto domestica, ma gli episodi di violenza che hanno visto protagoniste, loro malgrado, delle donne avvenuti negli ultimi giorni, per le strade, propongono una nuova emergenza. Un autorevole testimonianza è portata da Telefono Rosa che da anni conosce il fenomeno ed assiste le vittime. “Ciò che sta avvenendo dall'inizio dell'anno, precisa il presidente Maria Gabriella Carnieri Moscatelli, mi preoccupa. Non so se è solo l'effetto di maggiori denunce ma, dal nostro osservatorio, non era mai stato rilevata una cosa simile”. Gli avvenimenti degli ultimi giorni non fanno altro che conferma un'allarmante costante: in testa alla classifica degli autori di stupri ci sono gli stranieri. Il triste primato vede fra i primi i romeni, seguiti da marocchini e albanesi che sembra abbiano dato il via ad una esecrabile escalation di violenza contro le donne. Assodato che nella stragrande maggioranza dei casi questi episodi sono commessi da stranieri, spesso clandestini, ora si deve dare a tutto questo uno stop. Certezza della pena, custodia cautelare in carcere per chi è accusato di violenza sessuale ed esclusione di attenuanti per chi delinque sotto effetto di alcool e droghe. Tutto ovviamente tenendo conto di due elementi fondamentali: abbattere l'allarme sociale provocato da questo tipo di reati e tutelare la dignità della vittima, che va assicurata anche nel percorso dibattimentale.
Per raggiungere un risultato anzitutto è importante l'introduzione nel ddl sicurezza dell'obbligo del carcere per chi stupra. Forse il decreto 'anti-stupro' sarà pronto per venerdì esso dovrebbe contenere, come annunciato, importanti novità: gli accusati di stupro non potranno beneficiare della libertà condizionale, ci sarà un avvocato a spese dello Stato per le vittime di violenza sessuale, arriveranno nuovi presidi di polizia con relativi stanziamenti, saranno anticipate le norme contenute nel ddl anti-molestie che la Camera ha già approvato. Tra le altre cose, ci dovrebbero essere anche aggravanti se a commettere violenza sono familiari, partner o tutori; un pesante aggravio di pena se la vittima è sotto i 14 anni; uguale trattamento, invece, se la vittima è maggiorenne o appena sotto i 18; ergastolo sicuro, se allo stupro segue la morte della vittima. Mano pesante anche per i complici: nessuna possibilità di godere dei domiciliari neppure per i favoreggiatori.

***

La scuola pubblica in Italia con la 'Riforma Gelmini'

Esprimo la mia piena solidarietà con tutti coloro che protestano contro la Legge 133/08 la cosidetta 'Riforma Gelmini'....

Le cifre presentate nel decreto fanno venire i brividi: i tagli previsti dal decreto legge 112, poi convertito nella legge 133/08, e gli ulteriori provvedimenti contenuti nel decreto 137 porteranno, a livello nazionale, ad una riduzione di circa 100mila posti tra il personale docente e di 43mila posti tra quello Ata (ausiliari, tecnici e amministrativi).
Per molti, anche per i non addetti ai lavori, l'effetto provocato dalla legge che in pratica azzererà in poco tempo le faticose conquiste di anni e anni, non solo in termini di posti di lavoro, ma anche di mission- educativa e di didattica, rende il momento dei più cupi e tristi degli ultimi anni. Ai tagli vanno poi sommati, le conseguenze che scaturiranno dalla reintroduzione del maestro unico nelle scuole elementari.
L'Europa chiede più scuola, più sapere e l'Italia che fa?
Il contrario!
Rientrodurre il maestro unico è compiere, di sicuro, un passo indietro di almeno mezzo secolo. Se non addirittura si ritorna al tempo del libro cuore, senza offesa per quel libro mio compagno di tanti pomeriggi.
Perchè tutto questo? Bella domanda!
Molto probabilmente si tenta di mascherare con questa supposta riforma quello che è il vero scopo del provvedimento: incassare o meglio risparmiare in poco meno di 4-5 anni 8miliardi di euro. Questa è la cifra stimata, che dovrebbe restare nelle casse dello stato.
Un risparmio quindi certo ottenuto tagliando centinaia di migliaia di posti di lavoro ma al contempo che produrrà anche un effetto negativo: quello di un drastico ridimensionamento del servizio scolastico pubblico in favore forse di quello privato. Inoltre un'altra diretta conseguenza della L.133/08 sarà la chiusura di decine e decine di plessi scolastici.
Molte scuole, soprattutto nei piccoli centri urbani, non ci saranno più. A scomparire sarà anche un altro degli elementi cardine dell'istruzione primaria italiana: il tempo pieno. Bisogna fare attenzione, chi sostiene che il tempo pieno non sarà toccato dalla riforma o che addirittura aumenterà mente sapendo di farlo.
Rifletteteci un poco e capirete perchè!
Se prima, per ogni 2 classi, c'erano 3 insegnanti d'ora in poi sarà uno per classe, a seguire e istruire dai 20 ai 30 alunni e che svolgerà il suo orario lavorativo settimanale esclusivamente di mattina. Pertanto al pomeriggio non potrà esserci altro che un sorta di dopo-scuola, trasformando il tempo pieno di fatto in un parcheggio pomeridiano per i bambini, che nulla ha da condividere con l'offerta didattica di cui fino ad ieri, prima della 'riforma Gelmini', gli alunni potevano usufruire con il tempo pieno.

...

ARRIVERA' PER NATALE UNA 'SOCIAL CARD' AD OLTRE 1MLN DI ITALIANI 'POVERI'

C’è un detto che dice: "meglio poco che niente!".
In questo caso tra il poco e il nulla ci sono così poche differenze che è difficile distinguerli.
La 'social card, almeno per il momento, sembra più l’ennesimo spot varato dal governo che piuttosto un provvedimento serio in grado di aiutare per davvero i più bisognosi.
Nessuno però si è ricordato di dire che ogni spesa effettuata con la 'social card' in automatico sarà data una commissione alla Mastercard che è la società che ha emmesso ed è la proprietà della card.
Bhe! Almeno qualcuno di certo ci guadagnerà da questa iniziativa...
Appare strano che un'iniziativa così benefica abbia comunque dei costi accessori...stranezze tutte italiane!

***

Parole....di Abraham Lincoln

Non si può arrivare alla prosperità

scoraggiando l'impresa.
Non si può rafforzare il debole
indebolendo il più forte.
Non si può aiutare chi è piccolo
abbattendo chi è grande.
Non si può aiutare il povero
distruggendo il ricco.
Non si possono aumentare le paghe
rovinando i datori di lavoro.
Non si può progredire serenamente
spendendo più del guadagno.
Non si può promuovere la fratellanza umana
predicando l'odio di classe.
Non si può instaurare la sicurezza sociale
adoperando denaro imprestato.
Non si può formare carattere e coraggioto
gliendo iniziativa e sicurezza.
Non si può aiutare continuamente
la gente facendo in sua vece quello che potrebbe
e dovrebbe fare da sola.

USA 2008: ELETTO PRESIDENTE BARACK OBAMA

USA 2008: ELETTO PRESIDENTE BARACK OBAMA

marito e padre

i due rivali

genere umano

GIOCHI OLIMPICI DI PECHINO

GIOCHI OLIMPICI DI PECHINO
da peacereporter

23/02/2002 - 02/07/2008 Ingrid Betancourt è stata liberata!

23/02/2002 - 02/07/2008                  Ingrid Betancourt è stata liberata!
faccio mia la gioia di tutti!

Finalmente liberi!!!

Finalmente liberi!!!

Grazie a loro la Betancourt è libera

Grazie a loro la Betancourt è libera
il ministro della Difesa colombiano Santos e il generale Montoya

Grazie Uribe!!

Grazie Uribe!!
La Betancourt ha incontrato il presidente colombiano Uribe che vinse le elezioni del 2002

madre e figlia!

madre e figlia!
Yolanda Pulecio e Ingrid Betancourt

le due Betancourt

le due Betancourt
Ingrid abbraccia la madre Yolanda

La gioia della libertà riconquistata

La gioia della libertà riconquistata
Ingrid Betancourt dopo la liberazione