Il terrorista saudita, nei giorni scorsi, con un messaggio audio diffuso su Internet era tornato a far sentire la sua voce.
''Le sue dichiarazioni non nuoceranno ai nostri sforzi per riportare la pace e per cui stiamo lavorando duro'', ha affermato il ministro somalo per l'informazione, Farahan Ali Mohamud. ''Sappiamo che Bin Laden ha i suoi problemi nelle zone montagnose di Tora Bora, in Afghanistan, dove si nasconde per cui non dovrebbe sprecare tempo a fare tali dichiarazioni, in un momento in cui la Somalia tenta di uscire da
21 anni di violenza'', ha aggiunto il ministro. Anche il capo dell'ala radicale dell'Unione delle Corti islamiche, Uci, Daher Aweys, dal suo esilio ad Asmara, ha commentato il messaggio del leader di al Qaeda: "Ritengo che le parole di Osama Bin Laden non avranno alcun effetto in Somalia perché nel Paese non è molto seguito”. “Al momento Bin Laden non ha alcun ruolo nella vita politica del Paese e i somali solitamente sono restii ad accettare intromissioni che vengono dall'estero" ha concluso. Parole che si rispecchiano nella realtà del Paese che nonostante le enormi difficoltà non ha mai accettato aiuti dall'esterno se non quelli imposti.Il governo somalo ha negato anche sta ricevendo il sostegno delle truppe etiopi. Ieri, nel Paese, si era diffusa la notizia che ufficiali somali ed etiopi si fossero incontrati a El-Barde per coordinare un'offensiva contro i ribelli islamici. "Siamo pronti a dare il via ad una vasta offensiva militare per riconquistare le zone cadute nelle mani dei ribelli" ha dichiarato stamani Aden Mohamed Nor, funzionario del governo di transizione alla radio locale Shabellè. "Attaccheremo i giovani Mujahidin per riprenderci le città delle province di Bay e Bakol, cadute nelle loro mani” ha continuato. “Abbiamo ammassato un grande numero di miliziani e inizieremo a riconquistare Rabdhure, poi Wajid e poi Hudur", ha proseguito Nor.
Violenti combattimenti tra ribelli islamici e soldati dell'esercito somalo si sono già registrati lo scorso mercoledì a Rabdhure, una cittadina al confine tra Somalia e Etiopia. Secondo una ricostruzione dei fatti confermata anche da testimoni appartenenti a Ong, le forze governative hanno attaccato le milizie integraliste islamiche degli 'Shabaab', ritenuti il braccio armato di al Qaida,' accampati nei pressi della cittadina ma sono state respinti con enormi perdite tra entrambi le parti.
Lo scontro è avvenuto nell'area di Rabdhure, una zona controllata dagli integralisti islamici. Si tratta di una provincia strategica, molto vicina a Baidoa, dove ha sede il Parlamento somalo, e che i ribelli hanno conquistato a fine gennaio, quando le truppe etiopiche si sono ritirate dalla Somalia, dopo due anni.
Il gruppo integralista controlla buona parte del centro e del sud del Paese, ma il nuovo governo di transizione nazionale, guidato dall'ala moderata islamica, sta riguadagnando terreno, anche grazie al forte appoggio internazionale offerto dall'Onu, dai Paesi occidentali e da quelli arabi regionali.
Scontri, seppur con minore intensità, si registrano anche in altre parti del Paese.
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