martedì 2 marzo 2010

Caso Battisti. L'assordante silenzio dell'Italia sulla sua ritardata estradizione

Cesare Battisti è detenuto nel carcere di Papuda a Brasilia. L'ex terrorista rosso dei Proletari Armati per il Comunismo, Pac, ha chiesto asilo politico al Brasile che glielo ha accordato nel gennaio 2009. Nei suoi confronti però, l'Italia ha presentato una richiesta di estradizione in virtù del trattato firmato tra i due Paesi nel 1989. Il governo del Paese sud americano si è riservato di dare una risposta a quello italiano al più presto. Dopodiché è davvero impressionante il silenzio assordante che è calato sul caso.
Finora la vicenda si è sviluppata in maniera controversa. Per meglio dire in maniera equivoca.
In Italia Cesare Battisti è stato condannato all'ergastolo in contumacia come responsabile di 4 omicidi compiuti durante gli anni di piombo. Tre come concorrente nell'esecuzione, uno co-ideato ed eseguito da altri: Il 6 gennaio 1978 a Udine viene assassinato a bruciapelo e alle spalle mentre passeggiava con moglie e figli, Antonio Santoro, maresciallo della polizia penitenziaria. Dell'omicidio Battisti fu accusato dal pentito Pietro Mutti che poi, si assunse la responsabilità diretta dell'azione. Battisti avrebbe avuto solo un ruolo di copertura. La colpa di Santoro era quella di presunti maltrattamenti ai danni di detenuti. 16 febbraio 1979 a Santa Maria di Sala (Ve) viene ucciso Lino Sabbadin macellaio di Mestre. Anche in questo caso Battisti fece da copertura armata all'esecutore materiale Diego Giacomin. La colpa di Sabbadin essersi opposto con le armi ad un tentativo di rapina nel suo esercizio commerciale. 16 febbraio 1979 a Milano viene assassinato PierLuigi Torregiani un gioielliere. Battisti fu condannato come co-ideatore e co-organizzatore. Nel corso nell'agguato a Torreggiani venne coinvolto nella sparatoria anche suo figlio Alberto, che da quel giorno vive paralizzato su una sedia a rotelle. Torregiani era colpevole di aver ucciso il 22 gennaio precedente un rapinatore durante una tentata rapina in una pizzeria in cui si trovava con i gioielli che aveva mostrato ad una vendita televisiva. 19 aprile 1979 a Milano venne assassinato Andrea Campagna un agente della DIGOS. L'omicidio avvenne davanti a testimoni che riconobbero Battisti come l'esecutore materiale. La colpa di Campagna era di aver partecipato ai primi arresti legati al caso Torregiani. Per i fatti sopracitati Battisti si è sempre dichiarato innocente. Recentemente si è anche detto pronto ad incontrare i parenti delle vittime degli omicidi a lui contestati e ha dichiarato di avere già avuto un rapporto epistolare di amicizia, sincerità e rispetto con Alberto Torregiani. Circostanza questa, confermata da Torregiani il quale ha aggiunto che ha risposto come avrebbe fatto con chiunque altro gli avesse scritto.
Sulla mancata estradizione dell'ex terrorista dei Pac il governo italiano sembra chiudere entrambi gli occhi come se volesse accettarla dandola per scontata. Possibilità che appare come implicitamente confermata dalle ricostruzioni fatte in questi mesi da alcuni giornali brasiliani. Giornali, come il 'Fohla de Sao Paulo', che danno per certa la conferma dello status di rifugiato 'per ragioni umanitarie' all'ex terrorista. Il 'FSP' a gennaio aveva rivelato dalle sue colonne che il capo di Stato brasiliano avrebbe elaborato una 'strategia' al fine di giustificare il prolungamento dell'asilo politico per il terrorista italiano impedendone l'estradizione. Secondo quanto riportava la testata latinoamericana, sarebbe stato adottato un pacchetto di misure giuridiche e mediatiche per sostenere la tesi umanitaria.
Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nei prossimi giorni sarà in visita ufficiale in Brasile. Una visita programmata da tempo, prevista in un primo momento per il 18 febbraio è poi, posticipata al 9 marzo prossimo. In quell'occasione il capo del governo italiano incontrerà il presidente brasiliano, Luiz Ignacio Lula da Silva. Di certo i due affronteranno tra gli altri anche il caso Battisti. Nel frattempo però, sembra quasi che Lula voglia prendere tempo circa la decisione che dovrà prendere sulla vicenda dell'ex terrorista rosso. Alla fine dello scorso anno infatti, il Supremo Tribunal Federal brasiliano, Stf, ha votato a favore dell'estradizione lasciando però, l'ultima parola, sul controverso caso, al capo dello Stato che non si è ancora pronunciato in merito. Il presidente brasiliano continua a posticipare la decisione finale che l'Alta Corte gli ha affidato. Tutto questo sembra, secondo alcuni analisti, faccia parte di una elaborata strategia. L'Stf si pronuncia a favore dell'estradizione, ma lascia la decisione finale a Lula. A questo punto due sono le possibilità o Lula decide di lasciare Battisti nel Paese, concedendogli l'asilo politico, oppure da il via libera alla sua estradizione avanzata da tempo dall'Italia. Come è stata concepita la cosa, in ambedue i casi il Brasile non viola il trattato di estradizione firmato tra Italia e Brasile. Questo perchè, anche se il capo dello Stato decide di lasciare Battisti in Brasile, il processo comunque potrà essere riaperto.
Di fronte a tutte queste incertezze che lasciano la porta aperta a tante soluzioni anche quelle che vanno nel senso opposto alla volontà dell'Italia. Il silenzio assordante del governo italiano si fa sempre più forte.
“C'è da augurarsi che non siano vere le notizia riferite dalla stampa brasiliana circa l'intenzione del presidente Lula di non estradare il terrorista Cesare Battisti in Italia, come del resto gli stessi organi supremi della giustizia brasiliana hanno deciso. L'ostruzionismo in atto è già preoccupante. L'intenzione poi di farsi beffe dell'Italia avrebbe nefaste conseguenze sui rapporti tra l'Italia e il Brasile”. Con queste parole, lo scorso 11 gennaio, il presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri commentava la notizia diffusa dal quotidiano 'Fohla de Sao Paulo'. Dopodiché più nulla fino a qualche giorno fa quando il presidente dell'UdC Rocco Buttiglione, in vista del viaggio di Berlusconi in Brasile ha affermato che: “Il premier Berlusconi...ha il dovere morale e istituzionale di incalzare il presidente Lula perchè proceda all'estradizione di Cesare Battisti. Ben vengano i rapporti economici e commerciali tra Italia e Brasile, ma la dignità dell'Italia non ha prezzo”. “Il quotidiano 'Avvenire' ha riportato le ricostruzione del giornale brasiliano 'Folha de Sao Paulo' in base alla quale ci sarebbe un accordo a far slittare la decisione di Lula un mese dopo la visita di Berlusconi, e questo perchè tale decisione sarebbe nella direzione di confermare lo status di rifugiato per motivi umanitari a Battisti, condannato in Italia per quattro omicidi”. “Sarebbe una decisione inaccettabile, ha continuato Buttiglione, cui il premier Berlusconi non deve sottostare ne' tantomeno deve dare l'impressione di un assenso”. “La mancata estradizione di Battisti sottintende che l'Italia negli anni del terrorismo, e forse anche adesso, non abbia rispettato i diritti civili. Al contrario noi ci gloriamo che l'Italia abbia battuto il terrorismo sul terreno della legalità, e chiunque lo neghi reca un grave affronto all'Italia e non è amico del nostro Paese”, ha aggiunto il presidente dell'UdC. “Non vorremmo che per ottenere qualche commessa in più si umiliasse la dignità della nazione, il dolore delle vittime e dei loro familiari, nonchè la nostra giustizia delegittimando platealmente la magistratura italiana. I giudici che hanno condannato Battisti sono onesti servitori dello Stato e il loro prestigio sta a cuore a tutti gli italiani”, ha concluso Buttiglione.
Parole che mostrano il clima che si respira in Italia intorno a questa vicenda e indicano chiaramente l'orientamento della politica italiana in merito. Di fronte a queste scenario sono molti quelli che non sanno che posizione prendere e si limitano ad attendere. Purtroppo però, a volte l'attendismo in cui ci si rifugia può anche condurre ad effetti sfavorevoli.
Lasciano molto pensare anche le recenti dichiarazioni rilasciate da Luis Roberto Barroso, uno delgi avvocati di Cesare Battisti in Brasile. Dichiarazioni che sembrano voler esprimere fiducia sulla possibilità di un 'NO' di Lula all'estradizione del terrorista e poi, anche volerne ribadire l'innocenza. Barroso ha affermato che: “La Francia ha recentemente negato l'estradizione di una ex terrorista italiana dello stesso periodo”, il riferimento è al caso dell'ex brigatista rossa Marina Petrella. L'episodio avvenne nel 2008, ma in quel caso le ragioni erano giustificate dal precario stato di salute della Petrella (ndr). La stessa Francia inoltre negò la prima richiesta di estradizione di Battisti, che rimase sul suolo francese per più di un decennio, il riferimento è al periodo francese quando Battisti, come tanti altri, beneficiò a lungo della dottrina Mitterrand (ndr). Ma non mi pare che tra Francia e Italia le relazioni siano peggiorate”, ha continuato l'avvocato. “Ecco perché penso che non ci sarà nessuna conseguenza negativa nelle relazioni tra Italia e Brasile se Battisti, come credo, non verrà estradato. La decisione finale spetta solo al presidente Lula. Il Supremo Tribunale Federale, la più alta carica brasiliana, ha riconosciuto espressamente che la competenza per questo tipo di decisione spetta al Presidente della Repubblica, che può fare una propria valutazione politica sulla questione. Nel caso il Presidente decida di non consegnare Battisti ci sono diversi appigli consistenti che possono giustificare la Sua decisione. E' importante dire anche che la competenza del Capo del Potere Esecutivo in questa materia è riconosciuta in molti Paesi, ad esempio gli Stati Uniti, la Spagna e la Francia. Non ci sarebbe quindi niente di eccezionale se il Brasile non concedesse l'estradizione di Battisti”, ha concluso l'avvocato Barroso.
Parole chiare, dirette, convinte che non lasciano spazio ad equivoci.
Quindi Cesare Battisti non verrà estradato in Italia? Non è possibile dare ora una risposta sincera e corretta, ma certamente sono in molti che non ne dubitano.
“Se Battisti è così tranquillo che il presidente Lula gli conceda l'immunità io non capisco perchè continui a parlare. Questo dimostra che invece, non ha questa grande sicurezza e che continua invece a fare grosse pressioni”. Le parole sono di Alberto Torregiani, il figlio dell'orefice Pierluigi, ucciso nel febbraio 1979 a Milano dai Pac. L'occasione per pronunciarle è stata un'intervista rilasciata a Cnr media. “Battisti ha il coraggio di venire davanti a me e dire 'Io sono innocente'? Vediamolo!”, ha concluso il figlio di una delle vittime per il cui omicidio Battisti è stato condannato in Italia. Lo scorso mese di gennaio Alberto aveva già commentato le indiscrezione pubblicate dai media brasiliani rilasciando un'intervista a un'intervista a Liberal: “Se la vicenda dovesse avere anche un fondo di verità, chiamerò a raccolta le associazioni delle vittime e scenderemo in piazza a gridare la nostra rabbia”. “Le pallottole di Battisti ci hanno strappato i nostri cari, ma il mancato rientro di un delinquente comune ci strapperebbe per sempre la fiducia nello Stato. E soprattutto la speranza. Sarebbe un tradimento dello Stato. Non si può barattare la dignità per quattro carri armati”. In un'altra intervista rilascita invece, a Cnr media aveva affermato che: “Qui si parla di un assassino, di uno che ha ucciso due persone e ne ha fatte uccidere altre due, uno che si è fatto beffe dell'Italia e della Francia, mi chiedo che cosa bisogna dimostrare ancora per far capire a certi personaggi che cosa deve essere fatto”.
Nel frattempo Battisti, in attesa di una decisione sulla sua estradizione in Italia, continua a dedicarsi all'attività che lo ha reso ricco e famoso, quella di scrittore noir. Un'arte questa acquisita nel corso della sua lunga latitanza. In questi giorni è in uscita in Brasile il suo nuovo libro dal titolo 'Ser bambu', Essere bambù edito dalla casa editrice brasiliana Martins Fontes. Nell'intenzione del suo autore il libro vuole essere una continuazione di 'La mia fuga senza fine', del 2007. Nelle pagine di questo nuova testo Battisti, mescolando finzione e riflessioni autobiografiche, continua a descriversi come un uomo in fuga permanente, con un destino incerto e senza nessuna sicurezza, perseguitato dalla paura e dalla solitudine nel tormento di quello che chiama 'la mia saga'. Tempestivo quanto ricco di significati. Al libro l'ex terrorista affida i suoi pensieri, idee e speranze, prima fra tutte quella di tornare ad essere un uomo libero.
Da ricordare che Battisti nel 2006 ha presentato un ricorso, contro la richiesta di estradizione in Italia, alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo. Ricorso respinto dalla Corte perchè dichiarato inammissibile in quanto manifestamente infondato.
Sull'intera vicenda pesa anche il pressing attuato su Lula da personalità del mondo politico e sociale internazionali tra questi il presidnete francese Nicolas Sarkozy la cui sensibilità umanitaria nei confronti dell'ex terrorista sembra sia dettata dall'amicizia che lega la First Lady Carla Bruni a Battisti.

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Nel mondo sono tante le persone che piangono e soffrono a loro dedico un affettuoso pensiero....

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Nel mondo ogni giorno vengono compiute carneficine immani in cui le vittime sono inermi civili

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il volto di un immigrato

...a quei bravi ragazzi, figli dell'America di oggi, morti in guerra!

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DARFUR:NON C'E' PIU' TEMPO DA PERDERE!

IN DARFUR SONO DECINE SE NON CENTINAIA LE PERSONE CHE MUOIONO OGNI MESE...
FAI LORO DEL BENE... AIUTA I RIFUGIATI E I PROFUGHI DEL DARFUR FACENDO UNA DONAZIONE ALL'AGENZIA ONU PER I RIFUGIATI UNHCR CHIAMA LO 0680212304 PER SAPERE COME FARE....
RICORDATI BASTANO 31 EURO PER ACQUISTARE 8 COPERTE, 51 EURO PER UNA TENDA E 200 EURO PER DARE ASSISTENZA MEDICA A 25 FAMIGLIE...

Un bambino del Darfur

Un bambino del Darfur
aiuta ad aiutarlo sostieni le iniziative pro Darfur
In Darfur dal 2003 ad oggi sono state compiute esecuzioni, anche di massa, stupri, soprattutto di massa, nei confronti di donne, uomini e bambini e interi villaggi sono stati rasi al suolo. Il terrore è stato usato come pratica generalizzata e a sfondo razziale mentre lo stupro è diventato una vera e propria arma da guerra.
Il governo sudanese di Khartoum da parte sua ha bombardato senza sosta i civili, e ha reso sempre più difficili le operazioni di soccorso delle organizzazioni umanitarie nei confronti delle genti del Darfur, fino al punto di far scappare via la maggior parte delle Ong operanti nella regione sudanese e liberarsi così di scomodi testimoni di quanto accadeva in quei luoghi. La stessa tattica è stata seguita prima con i peacekeepers dell'Ua e poi con quelli dell'Onu...
Tutto il mondo è a conoscenza di quanto accade in quella remota regione sudanese e lancia denunce. Da un lato Washington parla di genocidio, dall’altro l'Onu parla di catastrofe umanitaria e di pulizia etnica.
Il tutto però resta nella totale impunità!
Intanto, dal Febbraio 2003 anno in cui è iniziata la ribellione della popolazione di etnia africana del Darfur, circa 6 milioni in maggioranza musulmana e in parte animista, contro il governo sudanese, musulmano ma integralista e soprattutto di etnia araba e bianca, è scoppiato il conflitto che ha causato finora circa 300mila morti e due milioni e mezzo di profughi. Una protesta nata per lo stato di totale abbandono e sfruttamento in cui la popolazione nera era tenuta. La repressione del governo centrale è stata spietata, soprattutto facendo uso dei Janjaweed, i diavoli a cavallo, che sono milizie nomadi di etnia araba che hanno compiuto tutti gli orrori possibili e inimmaginabili contro le genti del Darfur di etnia nera, per lo più contadini e pastori.

Il pianto di un innocente a Gaza

Il pianto di un innocente a Gaza
Ancora una volta il mondo intero si dovrebbe vergognare!!!
La guerra chi puo raccontarla? E' difficile farlo ma tutti possiamo immaginare come sia il sentire l'odore dei morti abbandonati nelle strade o sotto le macerie, il vedere i bambini che muoiono di fame accanto al cadavere della madre, il sentire il lamento dei feriti e lo strazio dei sopravvissuti, di chi si vede impotente e maledice chi gli ha portato via tutto.
Nella Striscia di Gaza siamo ormai quasi alla terza settimana di bombardamenti e inesorabilmente, come non potrebbe essere diversamente con tutta la tecnologia militare del 21° secolo che gli israeliani stanno usando, il numero dei morti tra i civili continuato ad aumentare, mentre l'esercito israeliano bombarda le loro case si moltiplicano tra i palestinesi le scene di disperazione e di dolore causati dagli effetti devastanti della guerra che certamente non sono cambiati nel tempo anzi al contrario.

Giugno 2009: La rivoluzione di velluto in Iran

Giugno 2009: La rivoluzione di velluto in Iran
Sono solidale con i persiani che manifestano

Il 12 giugno 2010 è caduto il primo anniversario delle contestate elezioni iraniane. Elezioni che decretarono la riconferma a presidente dell’Iran di Mahmud Ahmadinejad. Il Paese ha vissuto le prime ora di questa giornata con una calma carica di tensione che poi, è scoppiata nel pomeriggio intorno alle 16, le 13.30 italiane con i primi scontri tra manifestanti e forze di sicurezza nei pressi dell’Università Sharif di Teheran. Era impensabile che l’opposizione iraniana del movimento riformista dell’Onda Verde si facesse scappare questa occasione per proclamare il proprio dissenso al regime degli Ayatollah. I luoghi delle sanguinose proteste post elettorali di un anno fa si sono quindi di nuovo riempiti di manifestanti. Questo, nonostante l’appello dei leader dell’opposizione, Moussavi e Karroubi, a evitare di scendere in piazza e nonostante che le forze di sicurezza avessero preso posizione in vari punti strategici del centro di Teheran per prevenire manifestazioni. Nonostante le proteste e le accuse di brogli elettorali il contestato presidente Ahmadinejad ha potuto proseguire nel suo mandato, quasi certamente usurpato, grazie all’appoggio dell’ayatollah Ali Khamenei, la Guida Suprema. La lotta continuerà. Viva la Persia! Viva il movimento riformista!


i 44 presidenti degli Usa

i 44 presidenti degli Usa
da www.patrickmoberg.com/blog/id:420/november-4-2008

The President United States of America

The President United States of America
Barack Obama

E' morta Miriam Makeba

E' morta Miriam Makeba
Addio Mama Afrika....io continuerò a sognare...

Notes

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Italia. Violenza sessuale è allarme sociale


Dopo i recenti casi di stupri, a Roma, Bologna e Milano non si riesce quasi più a tenere il conto degli episodio di violenza sessuale che, dall'inizio dell'anno, si stanno susseguendo in Italia ad opera principalmente di stranieri. Un orribile reato che si verifica nelle grandi città metropolitane come nei piccoli centri urbani. Emergono dati da brividi dalle informazioni fornite dal Presidente facente funzioni del Tribunale di Como Giuseppe Anzani e dal Procuratore capo Alessandro Maria Lodolini. Ogni 4 giorni in Procura a Como arriva una denuncia per violenza sessuale. I fascicoli aperti tra luglio 2007 e giugno 2008 sono stati 89, tra violenze sessuali e pedofilia. Ma è solo la punta di un iceberg in quanto, il reato, per la quasi totalità è sommerso perché prevale ancora la paura e la vergogna a denunciare la violenza subita. Fino ad oggi la violenza che subivano le donne era soprattutto domestica, ma gli episodi di violenza che hanno visto protagoniste, loro malgrado, delle donne avvenuti negli ultimi giorni, per le strade, propongono una nuova emergenza. Un autorevole testimonianza è portata da Telefono Rosa che da anni conosce il fenomeno ed assiste le vittime. “Ciò che sta avvenendo dall'inizio dell'anno, precisa il presidente Maria Gabriella Carnieri Moscatelli, mi preoccupa. Non so se è solo l'effetto di maggiori denunce ma, dal nostro osservatorio, non era mai stato rilevata una cosa simile”. Gli avvenimenti degli ultimi giorni non fanno altro che conferma un'allarmante costante: in testa alla classifica degli autori di stupri ci sono gli stranieri. Il triste primato vede fra i primi i romeni, seguiti da marocchini e albanesi che sembra abbiano dato il via ad una esecrabile escalation di violenza contro le donne. Assodato che nella stragrande maggioranza dei casi questi episodi sono commessi da stranieri, spesso clandestini, ora si deve dare a tutto questo uno stop. Certezza della pena, custodia cautelare in carcere per chi è accusato di violenza sessuale ed esclusione di attenuanti per chi delinque sotto effetto di alcool e droghe. Tutto ovviamente tenendo conto di due elementi fondamentali: abbattere l'allarme sociale provocato da questo tipo di reati e tutelare la dignità della vittima, che va assicurata anche nel percorso dibattimentale.
Per raggiungere un risultato anzitutto è importante l'introduzione nel ddl sicurezza dell'obbligo del carcere per chi stupra. Forse il decreto 'anti-stupro' sarà pronto per venerdì esso dovrebbe contenere, come annunciato, importanti novità: gli accusati di stupro non potranno beneficiare della libertà condizionale, ci sarà un avvocato a spese dello Stato per le vittime di violenza sessuale, arriveranno nuovi presidi di polizia con relativi stanziamenti, saranno anticipate le norme contenute nel ddl anti-molestie che la Camera ha già approvato. Tra le altre cose, ci dovrebbero essere anche aggravanti se a commettere violenza sono familiari, partner o tutori; un pesante aggravio di pena se la vittima è sotto i 14 anni; uguale trattamento, invece, se la vittima è maggiorenne o appena sotto i 18; ergastolo sicuro, se allo stupro segue la morte della vittima. Mano pesante anche per i complici: nessuna possibilità di godere dei domiciliari neppure per i favoreggiatori.

***

La scuola pubblica in Italia con la 'Riforma Gelmini'

Esprimo la mia piena solidarietà con tutti coloro che protestano contro la Legge 133/08 la cosidetta 'Riforma Gelmini'....

Le cifre presentate nel decreto fanno venire i brividi: i tagli previsti dal decreto legge 112, poi convertito nella legge 133/08, e gli ulteriori provvedimenti contenuti nel decreto 137 porteranno, a livello nazionale, ad una riduzione di circa 100mila posti tra il personale docente e di 43mila posti tra quello Ata (ausiliari, tecnici e amministrativi).
Per molti, anche per i non addetti ai lavori, l'effetto provocato dalla legge che in pratica azzererà in poco tempo le faticose conquiste di anni e anni, non solo in termini di posti di lavoro, ma anche di mission- educativa e di didattica, rende il momento dei più cupi e tristi degli ultimi anni. Ai tagli vanno poi sommati, le conseguenze che scaturiranno dalla reintroduzione del maestro unico nelle scuole elementari.
L'Europa chiede più scuola, più sapere e l'Italia che fa?
Il contrario!
Rientrodurre il maestro unico è compiere, di sicuro, un passo indietro di almeno mezzo secolo. Se non addirittura si ritorna al tempo del libro cuore, senza offesa per quel libro mio compagno di tanti pomeriggi.
Perchè tutto questo? Bella domanda!
Molto probabilmente si tenta di mascherare con questa supposta riforma quello che è il vero scopo del provvedimento: incassare o meglio risparmiare in poco meno di 4-5 anni 8miliardi di euro. Questa è la cifra stimata, che dovrebbe restare nelle casse dello stato.
Un risparmio quindi certo ottenuto tagliando centinaia di migliaia di posti di lavoro ma al contempo che produrrà anche un effetto negativo: quello di un drastico ridimensionamento del servizio scolastico pubblico in favore forse di quello privato. Inoltre un'altra diretta conseguenza della L.133/08 sarà la chiusura di decine e decine di plessi scolastici.
Molte scuole, soprattutto nei piccoli centri urbani, non ci saranno più. A scomparire sarà anche un altro degli elementi cardine dell'istruzione primaria italiana: il tempo pieno. Bisogna fare attenzione, chi sostiene che il tempo pieno non sarà toccato dalla riforma o che addirittura aumenterà mente sapendo di farlo.
Rifletteteci un poco e capirete perchè!
Se prima, per ogni 2 classi, c'erano 3 insegnanti d'ora in poi sarà uno per classe, a seguire e istruire dai 20 ai 30 alunni e che svolgerà il suo orario lavorativo settimanale esclusivamente di mattina. Pertanto al pomeriggio non potrà esserci altro che un sorta di dopo-scuola, trasformando il tempo pieno di fatto in un parcheggio pomeridiano per i bambini, che nulla ha da condividere con l'offerta didattica di cui fino ad ieri, prima della 'riforma Gelmini', gli alunni potevano usufruire con il tempo pieno.

...

ARRIVERA' PER NATALE UNA 'SOCIAL CARD' AD OLTRE 1MLN DI ITALIANI 'POVERI'

C’è un detto che dice: "meglio poco che niente!".
In questo caso tra il poco e il nulla ci sono così poche differenze che è difficile distinguerli.
La 'social card, almeno per il momento, sembra più l’ennesimo spot varato dal governo che piuttosto un provvedimento serio in grado di aiutare per davvero i più bisognosi.
Nessuno però si è ricordato di dire che ogni spesa effettuata con la 'social card' in automatico sarà data una commissione alla Mastercard che è la società che ha emmesso ed è la proprietà della card.
Bhe! Almeno qualcuno di certo ci guadagnerà da questa iniziativa...
Appare strano che un'iniziativa così benefica abbia comunque dei costi accessori...stranezze tutte italiane!

***

Parole....di Abraham Lincoln

Non si può arrivare alla prosperità

scoraggiando l'impresa.
Non si può rafforzare il debole
indebolendo il più forte.
Non si può aiutare chi è piccolo
abbattendo chi è grande.
Non si può aiutare il povero
distruggendo il ricco.
Non si possono aumentare le paghe
rovinando i datori di lavoro.
Non si può progredire serenamente
spendendo più del guadagno.
Non si può promuovere la fratellanza umana
predicando l'odio di classe.
Non si può instaurare la sicurezza sociale
adoperando denaro imprestato.
Non si può formare carattere e coraggioto
gliendo iniziativa e sicurezza.
Non si può aiutare continuamente
la gente facendo in sua vece quello che potrebbe
e dovrebbe fare da sola.

USA 2008: ELETTO PRESIDENTE BARACK OBAMA

USA 2008: ELETTO PRESIDENTE BARACK OBAMA

marito e padre

i due rivali

genere umano

GIOCHI OLIMPICI DI PECHINO

GIOCHI OLIMPICI DI PECHINO
da peacereporter

23/02/2002 - 02/07/2008 Ingrid Betancourt è stata liberata!

23/02/2002 - 02/07/2008                  Ingrid Betancourt è stata liberata!
faccio mia la gioia di tutti!

Finalmente liberi!!!

Finalmente liberi!!!

Grazie a loro la Betancourt è libera

Grazie a loro la Betancourt è libera
il ministro della Difesa colombiano Santos e il generale Montoya

Grazie Uribe!!

Grazie Uribe!!
La Betancourt ha incontrato il presidente colombiano Uribe che vinse le elezioni del 2002

madre e figlia!

madre e figlia!
Yolanda Pulecio e Ingrid Betancourt

le due Betancourt

le due Betancourt
Ingrid abbraccia la madre Yolanda

La gioia della libertà riconquistata

La gioia della libertà riconquistata
Ingrid Betancourt dopo la liberazione