venerdì 13 marzo 2009

Italia. A Trieste la 57/a Conferenza nazionale sulle politiche antidroga

Da ieri a Trieste è in corso la 57/a Conferenza nazionale sulle politiche antidroga che si chiuderà domani. E' il quinto appuntamento governativo sulle droghe, da quando è stato previsto per legge che si tenga ogni tre anni. L'ultimo si è tenuto nel dicembre del 2005 a Palermo. Un summit, quello di Trieste, che si caratterizza, rispetto alle precedenti edizioni, per delle premesse che si basano su una concertazione laica, efficace e concreta, diretta alla realizzazione di una piattaforma di intervento condivisa. I temi principali della Conferenza sono stati identificati dietro consultazioni e segnalazioni degli operatori del settore e tratteranno per lo più tematiche inerenti le tossicodipendenze. Saranno 21 i gruppi che approfondiranno le varie tematiche.
La linea di quest'anno è stata determinata dall'esperienza dell'edizione del 2005 quando emersero molte, forse troppe, polemiche per un mancato pre-coinvolgimento degli operatori, che indussero molti a disertare la conferenza. Diserzioni dovute soprattutto per protesta contro l'allora ministro Carlo Giovanardi che preparò la conferenza con uno scarso coinvolgimento degli operatori del settore.
Questa volta gli organizzatori, memori degli errori delle precedenti edizioni, per l'evento hanno consultato 73 organizzazioni, Regioni e Province autonome e raccolto circa 200 documenti. Purtroppo tutto questo non ha comunque scongiurato il nascere di polemiche alla vigilia della conferenza. Del resto quello di Trieste è un momento di alto confronto sulla materia ed è anche naturale che si possano formare dei fronti diversi anche dovuti al pensiero politico-ideologico dei partecipanti. Però fin dall'inizio è apparso chiaro, a gran parte dei partecipanti, che i lavori si dovranno svolgere nel pieno rispetto dei due principi che ispirano l'azione del governo in materia di droga: non esiste un diritto a drogarsi e ogni intervento sulla persona tossicodipendente deve essere finalizzato al suo completo recupero. Livia Turco, unica esponente politico dell'opposizione presente a Trieste, ha raccolto e ha invitato i presenti ad una moratoria del dibattito politico sulla legge, per dedicare invece la discussione ai problemi concreti. In un messaggio inviato ai partecipanti è entrato in merito anche il capo dello Stato, che ha parlato di 'fenomeno allarmante' e invitato tutti a porre l'attenzione sugli strumenti di prevenzione e di controllo. L'esortazione ad abbandonare le ideologie è giunta anche dal ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, che ha invitato tutti a porre mano ad una riforma di tutto il sistema dei servizi, dai Sert alle comunità.
Nel suo intervento alla sessione odierna della manifestazione, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega antidroga Carlo Giovanardi ha affermato: “ Questo sarà il luogo dove fare il punto sulle sfaccettature del mondo delle dipendenze e da dove scaturiranno anche le indicazioni su come muoversi in futuro''. “ Facendo anche un monitoraggio sul funzionamento della legge l.49/2006, legge Fini-Giovanardi,” ha continuato il sottosegretario. Parole che hanno lasciato lo spazio alla protesta di associazioni e operatori. La Rete di Operatori Sociali del Friuli Venezia Giulia si è detta sicura che Trieste sarà solo una vetrina per sigillare le politiche della Fini-Giovanardi ed ha annunciato un contro-convegno sui temi delle dipendenze, al quale parteciperanno operatori da tutta Italia, tra cui don Andrea Gallo, fondatore della comunità San Benedetto al Porto (Genova). In polemica con le politiche statali, per il taglio dei fondi e la polverizzazione delle competenze amministrative ha aderito anche Andrea Muccioli che ha preferito Vienna a Trieste. Infatti, in concomitanza con la conferenza di Trieste è in corso a Vienna la Conferenza delle Nazioni Unite sulla droga. Nella capitale austriaca è stato presentato un rapporto della Commissione Onu per gli Stupefacenti in cui si denuncia quanto dal 1998 ad oggi il problema della droga, in tutto il mondo, abbia subito una sorte di cronicizzazione. Delineando una forte disparità tra Paesi ricchi, dove la situazione è migliorata, e Paesi poveri dove invece è peggiorata. “ A Vienna parlo di sostenibilità e conversione delle colture di droga, ma non vado a Trieste perché non trovo che ci siano i contenuti e il contesto per costruire cose concrete”, ha affermato il leader di San Patrignano. “Si risolve tutto sempre in un litigio abbastanza sterile, privo di contenuti e di sostanza” ha continuato Muccioli. “Chiacchiere inutili, come inutile è stare a discutere di sostanze e dei loro effetti”. “Dobbiamo renderci conto che la vera emergenza è quella educativa questi ragazzi hanno una frequentazione della droga più assidua che in passato”. “E' un indicatore di un disagio esistenziale e di una distanza fra loro e gli adulti che è molto grave” ha concluso. In Italia infatti, oltre al numero di presenze nelle comunità, che è in forte crescita, il dato che più allarma gli operatori è l'età media degli ospiti che è tra i venti e i trenta anni.
Sul narcotraffico è intervenuto il procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso affermando che: “La lotta alla droga, ha detto, ha dato grandi risultati, ma i traffici sono tali e tanti che bisogna continuare insieme la lotta senza quartiere''. “E questa lotta non si potrà mai fare senza la cooperazione di tutti i Paesi che vengono colpiti, quelli dove le droghe sono prodotte e quelli dove vengono commercializzate''. “In Italia, ha aggiunto Grasso, l'esclusiva dei traffici di stupefacenti spetta alla 'ndrangheta, ma i cartelli, ha avvertito, stanno diventando sempre più agili e di breve durata''.
Replicando ai dati forniti dal 'libro bianco' di alcune associazioni in cui si sosteneva una diminuzione del 10,5 per cento nei sequestri tra il 2006 e il 2007, il sottosegretario Giovanardi, ha reso noto che in Italia i sequestri di sostanze stupefacenti, attuati in forza della legge Fini-Giovanardi, sono aumentati del 64 per cento tra il 2007 e il 2008.
Nel contesto delle discussioni si sono inseriti anche gli scienziati, italiani e stranieri, del Comitato scientifico del Dipartimento nazionale delle politiche antidroga. Esprimendo il convincimento che la legalizzazione delle sostanze stupefacenti non è la strada da percorrere per poter vincere la battaglia contro la droga. Rispondendo in maniera negativa anche indirettamente all'idea, lanciata in questi giorni, dal settimanale britannico The Economist. Il giornale aveva suggerito di legalizzare tutte le sostanze per fronteggiare quello che il media inglese definisce il fallimento delle politiche finora attuate. “L'aumento della disponibilità di un prodotto, ha spiegato Fabrizio Schifano, farmacologo docente dell'Università dello Hertfordshire in Inghilterra, determina inevitabilmente un incremento della domanda e quindi dei rischi della salute''. A dare forza al loro pensiero c'è anche il documento della Commissione Onu per gli Stupefacenti presentato a Vienna. In esso infatti si evidenzia quanto il consumo sia direttamente proporzionale alla facilità di acquisto delle droghe. Acquisto fortemente promosso anche dai prezzi che sono, nella maggior parte dei Paesi occidentali, diminuiti, nell'ultimo decennio, del 10-30 per cento. A rincarare la dose è stato Antonello Bonci, ricercatore alla Clinica Ernest Gallo e docente di neurologia all'Università di California, che ha definito il problema anche educativo. Per lo studioso: “legalizzare qualcosa di sbagliato rende questa cosa giusta, e soprattutto per gli adolescenti il messaggio è devastante''. Un pensiero che ha trovato d'accordo anche Kathleen Carroll, docente di psichiatria all'Università di Yale. La scienziata ha aaferamto che: “l'adolescenza è un momento molto delicato, in cui il cervello è più vulnerabile all'alcol e alle sostanze stupefacenti. Quanto più tardi l'adolescente viene a contatto con le droghe, tanto minore è la probabilità che sviluppi dipendenza''. Inifne è stato drastico il farmacologo Silvio Garattini: “la liberalizzazione sarebbe una rovina''.

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Una fiammella accesa per tutte le persone che soffrono al mondo

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Nel mondo sono tante le persone che piangono e soffrono a loro dedico un affettuoso pensiero....

Unioni Civili

Unioni Civili
SI ALLE UNIONI CIVILI NO ALLE ADOZIONI

STOP ALLE VIOLENZE IN SIRIA

Il mondo non può più stare a guardare mentre migliaia di siriani si vedono privati della libertà e della vita.....

Tutta la verità sul sequestro del rimorchiatore Buccaneer

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Rivista e libro in vendita al sito www.liberoreporter.it

A tutti quei bravi ragazzi morti per l'Italia

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Non mi abituerò mai a quest'immagine! Onore ai caduti

Nel mondo ogni giorno vengono compiute carneficine immani in cui le vittime sono inermi civili

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in memoria di coloro che hanno versato il loro sangue a causa del terrorismo ed ora sono solo ombre!

sono solidale con gli immigrati clandestini

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il volto di un immigrato

...a quei bravi ragazzi, figli dell'America di oggi, morti in guerra!

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DARFUR:NON C'E' PIU' TEMPO DA PERDERE!

IN DARFUR SONO DECINE SE NON CENTINAIA LE PERSONE CHE MUOIONO OGNI MESE...
FAI LORO DEL BENE... AIUTA I RIFUGIATI E I PROFUGHI DEL DARFUR FACENDO UNA DONAZIONE ALL'AGENZIA ONU PER I RIFUGIATI UNHCR CHIAMA LO 0680212304 PER SAPERE COME FARE....
RICORDATI BASTANO 31 EURO PER ACQUISTARE 8 COPERTE, 51 EURO PER UNA TENDA E 200 EURO PER DARE ASSISTENZA MEDICA A 25 FAMIGLIE...

Un bambino del Darfur

Un bambino del Darfur
aiuta ad aiutarlo sostieni le iniziative pro Darfur
In Darfur dal 2003 ad oggi sono state compiute esecuzioni, anche di massa, stupri, soprattutto di massa, nei confronti di donne, uomini e bambini e interi villaggi sono stati rasi al suolo. Il terrore è stato usato come pratica generalizzata e a sfondo razziale mentre lo stupro è diventato una vera e propria arma da guerra.
Il governo sudanese di Khartoum da parte sua ha bombardato senza sosta i civili, e ha reso sempre più difficili le operazioni di soccorso delle organizzazioni umanitarie nei confronti delle genti del Darfur, fino al punto di far scappare via la maggior parte delle Ong operanti nella regione sudanese e liberarsi così di scomodi testimoni di quanto accadeva in quei luoghi. La stessa tattica è stata seguita prima con i peacekeepers dell'Ua e poi con quelli dell'Onu...
Tutto il mondo è a conoscenza di quanto accade in quella remota regione sudanese e lancia denunce. Da un lato Washington parla di genocidio, dall’altro l'Onu parla di catastrofe umanitaria e di pulizia etnica.
Il tutto però resta nella totale impunità!
Intanto, dal Febbraio 2003 anno in cui è iniziata la ribellione della popolazione di etnia africana del Darfur, circa 6 milioni in maggioranza musulmana e in parte animista, contro il governo sudanese, musulmano ma integralista e soprattutto di etnia araba e bianca, è scoppiato il conflitto che ha causato finora circa 300mila morti e due milioni e mezzo di profughi. Una protesta nata per lo stato di totale abbandono e sfruttamento in cui la popolazione nera era tenuta. La repressione del governo centrale è stata spietata, soprattutto facendo uso dei Janjaweed, i diavoli a cavallo, che sono milizie nomadi di etnia araba che hanno compiuto tutti gli orrori possibili e inimmaginabili contro le genti del Darfur di etnia nera, per lo più contadini e pastori.

Il pianto di un innocente a Gaza

Il pianto di un innocente a Gaza
Ancora una volta il mondo intero si dovrebbe vergognare!!!
La guerra chi puo raccontarla? E' difficile farlo ma tutti possiamo immaginare come sia il sentire l'odore dei morti abbandonati nelle strade o sotto le macerie, il vedere i bambini che muoiono di fame accanto al cadavere della madre, il sentire il lamento dei feriti e lo strazio dei sopravvissuti, di chi si vede impotente e maledice chi gli ha portato via tutto.
Nella Striscia di Gaza siamo ormai quasi alla terza settimana di bombardamenti e inesorabilmente, come non potrebbe essere diversamente con tutta la tecnologia militare del 21° secolo che gli israeliani stanno usando, il numero dei morti tra i civili continuato ad aumentare, mentre l'esercito israeliano bombarda le loro case si moltiplicano tra i palestinesi le scene di disperazione e di dolore causati dagli effetti devastanti della guerra che certamente non sono cambiati nel tempo anzi al contrario.

Giugno 2009: La rivoluzione di velluto in Iran

Giugno 2009: La rivoluzione di velluto in Iran
Sono solidale con i persiani che manifestano

Il 12 giugno 2010 è caduto il primo anniversario delle contestate elezioni iraniane. Elezioni che decretarono la riconferma a presidente dell’Iran di Mahmud Ahmadinejad. Il Paese ha vissuto le prime ora di questa giornata con una calma carica di tensione che poi, è scoppiata nel pomeriggio intorno alle 16, le 13.30 italiane con i primi scontri tra manifestanti e forze di sicurezza nei pressi dell’Università Sharif di Teheran. Era impensabile che l’opposizione iraniana del movimento riformista dell’Onda Verde si facesse scappare questa occasione per proclamare il proprio dissenso al regime degli Ayatollah. I luoghi delle sanguinose proteste post elettorali di un anno fa si sono quindi di nuovo riempiti di manifestanti. Questo, nonostante l’appello dei leader dell’opposizione, Moussavi e Karroubi, a evitare di scendere in piazza e nonostante che le forze di sicurezza avessero preso posizione in vari punti strategici del centro di Teheran per prevenire manifestazioni. Nonostante le proteste e le accuse di brogli elettorali il contestato presidente Ahmadinejad ha potuto proseguire nel suo mandato, quasi certamente usurpato, grazie all’appoggio dell’ayatollah Ali Khamenei, la Guida Suprema. La lotta continuerà. Viva la Persia! Viva il movimento riformista!


i 44 presidenti degli Usa

i 44 presidenti degli Usa
da www.patrickmoberg.com/blog/id:420/november-4-2008

The President United States of America

The President United States of America
Barack Obama

E' morta Miriam Makeba

E' morta Miriam Makeba
Addio Mama Afrika....io continuerò a sognare...

Notes

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Italia. Violenza sessuale è allarme sociale


Dopo i recenti casi di stupri, a Roma, Bologna e Milano non si riesce quasi più a tenere il conto degli episodio di violenza sessuale che, dall'inizio dell'anno, si stanno susseguendo in Italia ad opera principalmente di stranieri. Un orribile reato che si verifica nelle grandi città metropolitane come nei piccoli centri urbani. Emergono dati da brividi dalle informazioni fornite dal Presidente facente funzioni del Tribunale di Como Giuseppe Anzani e dal Procuratore capo Alessandro Maria Lodolini. Ogni 4 giorni in Procura a Como arriva una denuncia per violenza sessuale. I fascicoli aperti tra luglio 2007 e giugno 2008 sono stati 89, tra violenze sessuali e pedofilia. Ma è solo la punta di un iceberg in quanto, il reato, per la quasi totalità è sommerso perché prevale ancora la paura e la vergogna a denunciare la violenza subita. Fino ad oggi la violenza che subivano le donne era soprattutto domestica, ma gli episodi di violenza che hanno visto protagoniste, loro malgrado, delle donne avvenuti negli ultimi giorni, per le strade, propongono una nuova emergenza. Un autorevole testimonianza è portata da Telefono Rosa che da anni conosce il fenomeno ed assiste le vittime. “Ciò che sta avvenendo dall'inizio dell'anno, precisa il presidente Maria Gabriella Carnieri Moscatelli, mi preoccupa. Non so se è solo l'effetto di maggiori denunce ma, dal nostro osservatorio, non era mai stato rilevata una cosa simile”. Gli avvenimenti degli ultimi giorni non fanno altro che conferma un'allarmante costante: in testa alla classifica degli autori di stupri ci sono gli stranieri. Il triste primato vede fra i primi i romeni, seguiti da marocchini e albanesi che sembra abbiano dato il via ad una esecrabile escalation di violenza contro le donne. Assodato che nella stragrande maggioranza dei casi questi episodi sono commessi da stranieri, spesso clandestini, ora si deve dare a tutto questo uno stop. Certezza della pena, custodia cautelare in carcere per chi è accusato di violenza sessuale ed esclusione di attenuanti per chi delinque sotto effetto di alcool e droghe. Tutto ovviamente tenendo conto di due elementi fondamentali: abbattere l'allarme sociale provocato da questo tipo di reati e tutelare la dignità della vittima, che va assicurata anche nel percorso dibattimentale.
Per raggiungere un risultato anzitutto è importante l'introduzione nel ddl sicurezza dell'obbligo del carcere per chi stupra. Forse il decreto 'anti-stupro' sarà pronto per venerdì esso dovrebbe contenere, come annunciato, importanti novità: gli accusati di stupro non potranno beneficiare della libertà condizionale, ci sarà un avvocato a spese dello Stato per le vittime di violenza sessuale, arriveranno nuovi presidi di polizia con relativi stanziamenti, saranno anticipate le norme contenute nel ddl anti-molestie che la Camera ha già approvato. Tra le altre cose, ci dovrebbero essere anche aggravanti se a commettere violenza sono familiari, partner o tutori; un pesante aggravio di pena se la vittima è sotto i 14 anni; uguale trattamento, invece, se la vittima è maggiorenne o appena sotto i 18; ergastolo sicuro, se allo stupro segue la morte della vittima. Mano pesante anche per i complici: nessuna possibilità di godere dei domiciliari neppure per i favoreggiatori.

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La scuola pubblica in Italia con la 'Riforma Gelmini'

Esprimo la mia piena solidarietà con tutti coloro che protestano contro la Legge 133/08 la cosidetta 'Riforma Gelmini'....

Le cifre presentate nel decreto fanno venire i brividi: i tagli previsti dal decreto legge 112, poi convertito nella legge 133/08, e gli ulteriori provvedimenti contenuti nel decreto 137 porteranno, a livello nazionale, ad una riduzione di circa 100mila posti tra il personale docente e di 43mila posti tra quello Ata (ausiliari, tecnici e amministrativi).
Per molti, anche per i non addetti ai lavori, l'effetto provocato dalla legge che in pratica azzererà in poco tempo le faticose conquiste di anni e anni, non solo in termini di posti di lavoro, ma anche di mission- educativa e di didattica, rende il momento dei più cupi e tristi degli ultimi anni. Ai tagli vanno poi sommati, le conseguenze che scaturiranno dalla reintroduzione del maestro unico nelle scuole elementari.
L'Europa chiede più scuola, più sapere e l'Italia che fa?
Il contrario!
Rientrodurre il maestro unico è compiere, di sicuro, un passo indietro di almeno mezzo secolo. Se non addirittura si ritorna al tempo del libro cuore, senza offesa per quel libro mio compagno di tanti pomeriggi.
Perchè tutto questo? Bella domanda!
Molto probabilmente si tenta di mascherare con questa supposta riforma quello che è il vero scopo del provvedimento: incassare o meglio risparmiare in poco meno di 4-5 anni 8miliardi di euro. Questa è la cifra stimata, che dovrebbe restare nelle casse dello stato.
Un risparmio quindi certo ottenuto tagliando centinaia di migliaia di posti di lavoro ma al contempo che produrrà anche un effetto negativo: quello di un drastico ridimensionamento del servizio scolastico pubblico in favore forse di quello privato. Inoltre un'altra diretta conseguenza della L.133/08 sarà la chiusura di decine e decine di plessi scolastici.
Molte scuole, soprattutto nei piccoli centri urbani, non ci saranno più. A scomparire sarà anche un altro degli elementi cardine dell'istruzione primaria italiana: il tempo pieno. Bisogna fare attenzione, chi sostiene che il tempo pieno non sarà toccato dalla riforma o che addirittura aumenterà mente sapendo di farlo.
Rifletteteci un poco e capirete perchè!
Se prima, per ogni 2 classi, c'erano 3 insegnanti d'ora in poi sarà uno per classe, a seguire e istruire dai 20 ai 30 alunni e che svolgerà il suo orario lavorativo settimanale esclusivamente di mattina. Pertanto al pomeriggio non potrà esserci altro che un sorta di dopo-scuola, trasformando il tempo pieno di fatto in un parcheggio pomeridiano per i bambini, che nulla ha da condividere con l'offerta didattica di cui fino ad ieri, prima della 'riforma Gelmini', gli alunni potevano usufruire con il tempo pieno.

...

ARRIVERA' PER NATALE UNA 'SOCIAL CARD' AD OLTRE 1MLN DI ITALIANI 'POVERI'

C’è un detto che dice: "meglio poco che niente!".
In questo caso tra il poco e il nulla ci sono così poche differenze che è difficile distinguerli.
La 'social card, almeno per il momento, sembra più l’ennesimo spot varato dal governo che piuttosto un provvedimento serio in grado di aiutare per davvero i più bisognosi.
Nessuno però si è ricordato di dire che ogni spesa effettuata con la 'social card' in automatico sarà data una commissione alla Mastercard che è la società che ha emmesso ed è la proprietà della card.
Bhe! Almeno qualcuno di certo ci guadagnerà da questa iniziativa...
Appare strano che un'iniziativa così benefica abbia comunque dei costi accessori...stranezze tutte italiane!

***

Parole....di Abraham Lincoln

Non si può arrivare alla prosperità

scoraggiando l'impresa.
Non si può rafforzare il debole
indebolendo il più forte.
Non si può aiutare chi è piccolo
abbattendo chi è grande.
Non si può aiutare il povero
distruggendo il ricco.
Non si possono aumentare le paghe
rovinando i datori di lavoro.
Non si può progredire serenamente
spendendo più del guadagno.
Non si può promuovere la fratellanza umana
predicando l'odio di classe.
Non si può instaurare la sicurezza sociale
adoperando denaro imprestato.
Non si può formare carattere e coraggioto
gliendo iniziativa e sicurezza.
Non si può aiutare continuamente
la gente facendo in sua vece quello che potrebbe
e dovrebbe fare da sola.

USA 2008: ELETTO PRESIDENTE BARACK OBAMA

USA 2008: ELETTO PRESIDENTE BARACK OBAMA

marito e padre

i due rivali

genere umano

GIOCHI OLIMPICI DI PECHINO

GIOCHI OLIMPICI DI PECHINO
da peacereporter

23/02/2002 - 02/07/2008 Ingrid Betancourt è stata liberata!

23/02/2002 - 02/07/2008                  Ingrid Betancourt è stata liberata!
faccio mia la gioia di tutti!

Finalmente liberi!!!

Finalmente liberi!!!

Grazie a loro la Betancourt è libera

Grazie a loro la Betancourt è libera
il ministro della Difesa colombiano Santos e il generale Montoya

Grazie Uribe!!

Grazie Uribe!!
La Betancourt ha incontrato il presidente colombiano Uribe che vinse le elezioni del 2002

madre e figlia!

madre e figlia!
Yolanda Pulecio e Ingrid Betancourt

le due Betancourt

le due Betancourt
Ingrid abbraccia la madre Yolanda

La gioia della libertà riconquistata

La gioia della libertà riconquistata
Ingrid Betancourt dopo la liberazione