Alla vigilia del Consiglio d'amministrazione della Rai sembra sia cosa fatta il cambio alla direzione di Rainews. Al posto di Corradino Mineo, direttore dalla fine del 2006, il direttore generale Mauro Masi potrebbe proporre Francesco Ferraro, attuale caporedattore a SkyTg24. Mineo invece, sarà il nuovo direttore di Gr parlamento e condirettore del Giornale Radio Rai 3. Salvo che qualcuna slitti alla riunione del CdA della prossima settimana domani si dovrebbe discutere anche su altre nomine. Tra le ipotizzate quella di Giovanni Lomaglio a vicedirettore vicario di Raiuno e di Maria Teresa Fiore a vicedirettore di Raiuno per la pianificazione e i mezzi. Altra nomina proposta quella a direttore al coordinamento delle sedi regionali di Roberto Rossetti, attuale caporedattore del Tg1 fuori line. Sempre al Tg1 la proposta di nomina di Fabio Massimo Rocchi a vicedirettore, che attualmente era già al Tg1, ma come caporedattore agli speciali. Come direttore per la Finanza e pianificazione il direttore generale avrebbe invece, proposto Giuseppe Pasciucco, che manterrebbe l'interim per la direzione dei diritti sportivi. Immediate le reazioni. “Masi manifesterà con le nomine le sue scelte, noi andremo al voto, aprendo per la prima volta le urne su un direttore generale, che ha già stravolto i palinsesti, depotenziando l'informazione e che continua a sfuggire al confronto”, con queste parole il segretario dell'Usigrai, Carlo Verna ha lanciato il guanto di sfida al DG Masi. Verna ha poi, affermato che: “L'Usigrai spera in un ripensamento in extremis, altrimenti la questione diventa di reciproca fiducia. La Rai ha oltre 250 dirigenti giornalistici, diversi dei quali attualmente demansionati. Sono almeno parigrado del collega Ferraro, che vorremmo tenere fuori dalle polemiche, perchè non è la persona il problema, ma il metodo. Se il DG Masi ha questo concetto dei giornalisti Rai e deve fare una assunzione, in un momento di crisi, attingendo da Sky, non potremo che avere nei suoi confronti la stessa considerazione. Con questo metodo si manca di rispetto alla redazione di Rainews24 e anche a quella di GR Parlamento, cui si destina Mineo al solo fine di rimuoverlo dall'attuale collocazione”. Negativo anche il commento di Fulvio Fammoni, segretario confederale della Cgil, secondo il quale: “questo nuovo possibile ribaltone sarebbe un ennesimo episodio di occupazione inaccettabile del servizio pubblico”. Anche il comitato di redazione di Rainews insorge contro la prossima rimozione del suo direttore e giudica grave e inaccettabile il silenzio del DG sul progetto, sul futuro, sugli investimenti, i mezzi e le risorse per la testata mentre procede a nominare un esterno. Un ‘No’ alla rimozione di Mineo è giunto anche dalle associazioni per la libertà di informazione e per la difesa del Servizio pubblico: ‘Valigia Blu’, ‘Articolo 21’ e ‘Reporter Senza Rete’. Si tratta di un appello-diffida al CdA della Rai e al direttore generale, Mauro Masi. Questo il testo dell'appello sul quale si stanno raccogliendo le firme: “Siamo venuti a conoscenza che il giorno mercoledì 13 luglio, su proposta del direttore generale della Rai Mauro Masi, il Cda del Servizio Pubblico Radiotelevisivo, sarà chiamato a sostituire il direttore di Rai News Corradino Mineo con un nuovo direttore proveniente da una testata diversa da quelle Rai, la cui nomina è stata richiesta da una forza politica: la Lega Nord; siamo venuti a conoscenza che, forse nella stessa data, il direttore di RaiDue Liofredi verrà sostituito da Susanna Petruni, attualmente vicedirettore del Tg1. Nomina, in questo caso, voluta dalla Pdl e frutto di un riequilibrio interno alla stessa forza politica. Le associazioni ritengono che la politica non possa e non debba più dettare legge in Rai. Il servizio pubblico vive anche grazie agli abbonamenti degli italiani e deve essere il più possibile rappresentativo di tutti gli orientamenti culturali del Paese. Ancora di più oggi, una stagione già pesantemente colpita dal conflitto di interessi che, con queste scelte, porterà per la prima volta nella storia del nostro Paese 10 testate su 11 della Rai guidate da direttori espressi dalla maggioranza di Governo”. Anche l’opposizione ha fatto sentire il suo dissenso di fronte al 'rinnovamento' della Rai attraverso alcune nomine proposte dal direttore generale Mauro Masi. “Quella che si profila è una Rai a pluralismo zero che tradisce la missione del servizio pubblico” ha commentato Paolo Gentiloni, Pd. Per Pancho Pardi, IdV,: “Le epurazioni vanno avanti”. Per il senatore Pd Vincenzo Vita: “se tutto ciò dovesse essere confermato, per la prima volta nella storia dela RAI una maggioranza avrebbe il controllo di 10 testate giornalistiche su 11 con l'aggravante di un premier proprietario dell'altra' metà dell'etere e tuttora ministro ad interim delle telecomunicazioni”. “Se le voci della rimozione del direttore di Rainews Corradino Mineo fossero confermate avremmo una gravissima violazione del pluralismo informativo”, ha affermato anche il presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli, aggiungendo che: “sarebbe l'ennesimo atto di forza di un centrodestra che cerca di imporre in ogni modo il 'monopensiero' berlusconiano nelle reti del servizio pubblico”. “Quello a cui stiamo assistendo nella gestione del servizio pubblico radiotelevisivo è gravissimo e non ha precedenti in nessun Paese democratico”, ha sottolineato Bonelli. “Ormai in Italia assistiamo quotidianamente ad un golpe silenzioso attraverso il controllo inesorabile e totale dell'informazione. Per questo chiediamo all'Unione Europea di intervenire sul 'Caso Italia', perchè non solo nel nostro paese le forze politiche non presenti in Parlamento sono state espulse dai palinsesti ma si arriva anche alla rimozione di chi non è allineato con il governo, ha concluso il leader dei Verdi.
martedì 13 luglio 2010
RAI: Cambio della ‘guardia’ a Rainews
Alla vigilia del Consiglio d'amministrazione della Rai sembra sia cosa fatta il cambio alla direzione di Rainews. Al posto di Corradino Mineo, direttore dalla fine del 2006, il direttore generale Mauro Masi potrebbe proporre Francesco Ferraro, attuale caporedattore a SkyTg24. Mineo invece, sarà il nuovo direttore di Gr parlamento e condirettore del Giornale Radio Rai 3. Salvo che qualcuna slitti alla riunione del CdA della prossima settimana domani si dovrebbe discutere anche su altre nomine. Tra le ipotizzate quella di Giovanni Lomaglio a vicedirettore vicario di Raiuno e di Maria Teresa Fiore a vicedirettore di Raiuno per la pianificazione e i mezzi. Altra nomina proposta quella a direttore al coordinamento delle sedi regionali di Roberto Rossetti, attuale caporedattore del Tg1 fuori line. Sempre al Tg1 la proposta di nomina di Fabio Massimo Rocchi a vicedirettore, che attualmente era già al Tg1, ma come caporedattore agli speciali. Come direttore per la Finanza e pianificazione il direttore generale avrebbe invece, proposto Giuseppe Pasciucco, che manterrebbe l'interim per la direzione dei diritti sportivi. Immediate le reazioni. “Masi manifesterà con le nomine le sue scelte, noi andremo al voto, aprendo per la prima volta le urne su un direttore generale, che ha già stravolto i palinsesti, depotenziando l'informazione e che continua a sfuggire al confronto”, con queste parole il segretario dell'Usigrai, Carlo Verna ha lanciato il guanto di sfida al DG Masi. Verna ha poi, affermato che: “L'Usigrai spera in un ripensamento in extremis, altrimenti la questione diventa di reciproca fiducia. La Rai ha oltre 250 dirigenti giornalistici, diversi dei quali attualmente demansionati. Sono almeno parigrado del collega Ferraro, che vorremmo tenere fuori dalle polemiche, perchè non è la persona il problema, ma il metodo. Se il DG Masi ha questo concetto dei giornalisti Rai e deve fare una assunzione, in un momento di crisi, attingendo da Sky, non potremo che avere nei suoi confronti la stessa considerazione. Con questo metodo si manca di rispetto alla redazione di Rainews24 e anche a quella di GR Parlamento, cui si destina Mineo al solo fine di rimuoverlo dall'attuale collocazione”. Negativo anche il commento di Fulvio Fammoni, segretario confederale della Cgil, secondo il quale: “questo nuovo possibile ribaltone sarebbe un ennesimo episodio di occupazione inaccettabile del servizio pubblico”. Anche il comitato di redazione di Rainews insorge contro la prossima rimozione del suo direttore e giudica grave e inaccettabile il silenzio del DG sul progetto, sul futuro, sugli investimenti, i mezzi e le risorse per la testata mentre procede a nominare un esterno. Un ‘No’ alla rimozione di Mineo è giunto anche dalle associazioni per la libertà di informazione e per la difesa del Servizio pubblico: ‘Valigia Blu’, ‘Articolo 21’ e ‘Reporter Senza Rete’. Si tratta di un appello-diffida al CdA della Rai e al direttore generale, Mauro Masi. Questo il testo dell'appello sul quale si stanno raccogliendo le firme: “Siamo venuti a conoscenza che il giorno mercoledì 13 luglio, su proposta del direttore generale della Rai Mauro Masi, il Cda del Servizio Pubblico Radiotelevisivo, sarà chiamato a sostituire il direttore di Rai News Corradino Mineo con un nuovo direttore proveniente da una testata diversa da quelle Rai, la cui nomina è stata richiesta da una forza politica: la Lega Nord; siamo venuti a conoscenza che, forse nella stessa data, il direttore di RaiDue Liofredi verrà sostituito da Susanna Petruni, attualmente vicedirettore del Tg1. Nomina, in questo caso, voluta dalla Pdl e frutto di un riequilibrio interno alla stessa forza politica. Le associazioni ritengono che la politica non possa e non debba più dettare legge in Rai. Il servizio pubblico vive anche grazie agli abbonamenti degli italiani e deve essere il più possibile rappresentativo di tutti gli orientamenti culturali del Paese. Ancora di più oggi, una stagione già pesantemente colpita dal conflitto di interessi che, con queste scelte, porterà per la prima volta nella storia del nostro Paese 10 testate su 11 della Rai guidate da direttori espressi dalla maggioranza di Governo”. Anche l’opposizione ha fatto sentire il suo dissenso di fronte al 'rinnovamento' della Rai attraverso alcune nomine proposte dal direttore generale Mauro Masi. “Quella che si profila è una Rai a pluralismo zero che tradisce la missione del servizio pubblico” ha commentato Paolo Gentiloni, Pd. Per Pancho Pardi, IdV,: “Le epurazioni vanno avanti”. Per il senatore Pd Vincenzo Vita: “se tutto ciò dovesse essere confermato, per la prima volta nella storia dela RAI una maggioranza avrebbe il controllo di 10 testate giornalistiche su 11 con l'aggravante di un premier proprietario dell'altra' metà dell'etere e tuttora ministro ad interim delle telecomunicazioni”. “Se le voci della rimozione del direttore di Rainews Corradino Mineo fossero confermate avremmo una gravissima violazione del pluralismo informativo”, ha affermato anche il presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli, aggiungendo che: “sarebbe l'ennesimo atto di forza di un centrodestra che cerca di imporre in ogni modo il 'monopensiero' berlusconiano nelle reti del servizio pubblico”. “Quello a cui stiamo assistendo nella gestione del servizio pubblico radiotelevisivo è gravissimo e non ha precedenti in nessun Paese democratico”, ha sottolineato Bonelli. “Ormai in Italia assistiamo quotidianamente ad un golpe silenzioso attraverso il controllo inesorabile e totale dell'informazione. Per questo chiediamo all'Unione Europea di intervenire sul 'Caso Italia', perchè non solo nel nostro paese le forze politiche non presenti in Parlamento sono state espulse dai palinsesti ma si arriva anche alla rimozione di chi non è allineato con il governo, ha concluso il leader dei Verdi.
DIRITTI E UTILIZZO RISERVATI
GRAZIE
Una fiammella accesa per tutte le persone che soffrono al mondo
Nel mondo sono tante le persone che piangono e soffrono a loro dedico un affettuoso pensiero....
Unioni Civili
SI ALLE UNIONI CIVILI NO ALLE ADOZIONI
STOP ALLE VIOLENZE IN SIRIA
Tutta la verità sul sequestro del rimorchiatore Buccaneer
Rivista e libro in vendita al sito www.liberoreporter.it
A tutti quei bravi ragazzi morti per l'Italia
Non mi abituerò mai a quest'immagine! Onore ai caduti
Nel mondo ogni giorno vengono compiute carneficine immani in cui le vittime sono inermi civili
in memoria di coloro che hanno versato il loro sangue a causa del terrorismo ed ora sono solo ombre!
sono solidale con gli immigrati clandestini
il volto di un immigrato
...a quei bravi ragazzi, figli dell'America di oggi, morti in guerra!
DARFUR:NON C'E' PIU' TEMPO DA PERDERE!
FAI LORO DEL BENE... AIUTA I RIFUGIATI E I PROFUGHI DEL DARFUR FACENDO UNA DONAZIONE ALL'AGENZIA ONU PER I RIFUGIATI UNHCR CHIAMA LO 0680212304 PER SAPERE COME FARE....
RICORDATI BASTANO 31 EURO PER ACQUISTARE 8 COPERTE, 51 EURO PER UNA TENDA E 200 EURO PER DARE ASSISTENZA MEDICA A 25 FAMIGLIE...
Un bambino del Darfur
aiuta ad aiutarlo sostieni le iniziative pro Darfur
Il governo sudanese di Khartoum da parte sua ha bombardato senza sosta i civili, e ha reso sempre più difficili le operazioni di soccorso delle organizzazioni umanitarie nei confronti delle genti del Darfur, fino al punto di far scappare via la maggior parte delle Ong operanti nella regione sudanese e liberarsi così di scomodi testimoni di quanto accadeva in quei luoghi. La stessa tattica è stata seguita prima con i peacekeepers dell'Ua e poi con quelli dell'Onu...
Tutto il mondo è a conoscenza di quanto accade in quella remota regione sudanese e lancia denunce. Da un lato Washington parla di genocidio, dall’altro l'Onu parla di catastrofe umanitaria e di pulizia etnica.
Il tutto però resta nella totale impunità!
Intanto, dal Febbraio 2003 anno in cui è iniziata la ribellione della popolazione di etnia africana del Darfur, circa 6 milioni in maggioranza musulmana e in parte animista, contro il governo sudanese, musulmano ma integralista e soprattutto di etnia araba e bianca, è scoppiato il conflitto che ha causato finora circa 300mila morti e due milioni e mezzo di profughi. Una protesta nata per lo stato di totale abbandono e sfruttamento in cui la popolazione nera era tenuta. La repressione del governo centrale è stata spietata, soprattutto facendo uso dei Janjaweed, i diavoli a cavallo, che sono milizie nomadi di etnia araba che hanno compiuto tutti gli orrori possibili e inimmaginabili contro le genti del Darfur di etnia nera, per lo più contadini e pastori.
Il pianto di un innocente a Gaza
Ancora una volta il mondo intero si dovrebbe vergognare!!!
Nella Striscia di Gaza siamo ormai quasi alla terza settimana di bombardamenti e inesorabilmente, come non potrebbe essere diversamente con tutta la tecnologia militare del 21° secolo che gli israeliani stanno usando, il numero dei morti tra i civili continuato ad aumentare, mentre l'esercito israeliano bombarda le loro case si moltiplicano tra i palestinesi le scene di disperazione e di dolore causati dagli effetti devastanti della guerra che certamente non sono cambiati nel tempo anzi al contrario.
Giugno 2009: La rivoluzione di velluto in Iran
Sono solidale con i persiani che manifestano
Il 12 giugno 2010 è caduto il primo anniversario delle contestate elezioni iraniane. Elezioni che decretarono la riconferma a presidente dell’Iran di Mahmud Ahmadinejad. Il Paese ha vissuto le prime ora di questa giornata con una calma carica di tensione che poi, è scoppiata nel pomeriggio intorno alle 16, le 13.30 italiane con i primi scontri tra manifestanti e forze di sicurezza nei pressi dell’Università Sharif di Teheran. Era impensabile che l’opposizione iraniana del movimento riformista dell’Onda Verde si facesse scappare questa occasione per proclamare il proprio dissenso al regime degli Ayatollah. I luoghi delle sanguinose proteste post elettorali di un anno fa si sono quindi di nuovo riempiti di manifestanti. Questo, nonostante l’appello dei leader dell’opposizione, Moussavi e Karroubi, a evitare di scendere in piazza e nonostante che le forze di sicurezza avessero preso posizione in vari punti strategici del centro di Teheran per prevenire manifestazioni. Nonostante le proteste e le accuse di brogli elettorali il contestato presidente Ahmadinejad ha potuto proseguire nel suo mandato, quasi certamente usurpato, grazie all’appoggio dell’ayatollah Ali Khamenei, la Guida Suprema. La lotta continuerà. Viva la Persia! Viva il movimento riformista!
i 44 presidenti degli Usa
da www.patrickmoberg.com/blog/id:420/november-4-2008
The President United States of America
Barack Obama
E' morta Miriam Makeba
Addio Mama Afrika....io continuerò a sognare...
Notes
Italia. Violenza sessuale è allarme sociale
Dopo i recenti casi di stupri, a Roma, Bologna e Milano non si riesce quasi più a tenere il conto degli episodio di violenza sessuale che, dall'inizio dell'anno, si stanno susseguendo in Italia ad opera principalmente di stranieri. Un orribile reato che si verifica nelle grandi città metropolitane come nei piccoli centri urbani. Emergono dati da brividi dalle informazioni fornite dal Presidente facente funzioni del Tribunale di Como Giuseppe Anzani e dal Procuratore capo Alessandro Maria Lodolini. Ogni 4 giorni in Procura a Como arriva una denuncia per violenza sessuale. I fascicoli aperti tra luglio 2007 e giugno 2008 sono stati 89, tra violenze sessuali e pedofilia. Ma è solo la punta di un iceberg in quanto, il reato, per la quasi totalità è sommerso perché prevale ancora la paura e la vergogna a denunciare la violenza subita. Fino ad oggi la violenza che subivano le donne era soprattutto domestica, ma gli episodi di violenza che hanno visto protagoniste, loro malgrado, delle donne avvenuti negli ultimi giorni, per le strade, propongono una nuova emergenza. Un autorevole testimonianza è portata da Telefono Rosa che da anni conosce il fenomeno ed assiste le vittime. “Ciò che sta avvenendo dall'inizio dell'anno, precisa il presidente Maria Gabriella Carnieri Moscatelli, mi preoccupa. Non so se è solo l'effetto di maggiori denunce ma, dal nostro osservatorio, non era mai stato rilevata una cosa simile”. Gli avvenimenti degli ultimi giorni non fanno altro che conferma un'allarmante costante: in testa alla classifica degli autori di stupri ci sono gli stranieri. Il triste primato vede fra i primi i romeni, seguiti da marocchini e albanesi che sembra abbiano dato il via ad una esecrabile escalation di violenza contro le donne. Assodato che nella stragrande maggioranza dei casi questi episodi sono commessi da stranieri, spesso clandestini, ora si deve dare a tutto questo uno stop. Certezza della pena, custodia cautelare in carcere per chi è accusato di violenza sessuale ed esclusione di attenuanti per chi delinque sotto effetto di alcool e droghe. Tutto ovviamente tenendo conto di due elementi fondamentali: abbattere l'allarme sociale provocato da questo tipo di reati e tutelare la dignità della vittima, che va assicurata anche nel percorso dibattimentale.
Per raggiungere un risultato anzitutto è importante l'introduzione nel ddl sicurezza dell'obbligo del carcere per chi stupra. Forse il decreto 'anti-stupro' sarà pronto per venerdì esso dovrebbe contenere, come annunciato, importanti novità: gli accusati di stupro non potranno beneficiare della libertà condizionale, ci sarà un avvocato a spese dello Stato per le vittime di violenza sessuale, arriveranno nuovi presidi di polizia con relativi stanziamenti, saranno anticipate le norme contenute nel ddl anti-molestie che la Camera ha già approvato. Tra le altre cose, ci dovrebbero essere anche aggravanti se a commettere violenza sono familiari, partner o tutori; un pesante aggravio di pena se la vittima è sotto i 14 anni; uguale trattamento, invece, se la vittima è maggiorenne o appena sotto i 18; ergastolo sicuro, se allo stupro segue la morte della vittima. Mano pesante anche per i complici: nessuna possibilità di godere dei domiciliari neppure per i favoreggiatori.
***
La scuola pubblica in Italia con la 'Riforma Gelmini'
Le cifre presentate nel decreto fanno venire i brividi: i tagli previsti dal decreto legge 112, poi convertito nella legge 133/08, e gli ulteriori provvedimenti contenuti nel decreto 137 porteranno, a livello nazionale, ad una riduzione di circa 100mila posti tra il personale docente e di 43mila posti tra quello Ata (ausiliari, tecnici e amministrativi).
Per molti, anche per i non addetti ai lavori, l'effetto provocato dalla legge che in pratica azzererà in poco tempo le faticose conquiste di anni e anni, non solo in termini di posti di lavoro, ma anche di mission- educativa e di didattica, rende il momento dei più cupi e tristi degli ultimi anni. Ai tagli vanno poi sommati, le conseguenze che scaturiranno dalla reintroduzione del maestro unico nelle scuole elementari.
L'Europa chiede più scuola, più sapere e l'Italia che fa?
Il contrario!
Rientrodurre il maestro unico è compiere, di sicuro, un passo indietro di almeno mezzo secolo. Se non addirittura si ritorna al tempo del libro cuore, senza offesa per quel libro mio compagno di tanti pomeriggi.
Perchè tutto questo? Bella domanda!
Molto probabilmente si tenta di mascherare con questa supposta riforma quello che è il vero scopo del provvedimento: incassare o meglio risparmiare in poco meno di 4-5 anni 8miliardi di euro. Questa è la cifra stimata, che dovrebbe restare nelle casse dello stato.
Un risparmio quindi certo ottenuto tagliando centinaia di migliaia di posti di lavoro ma al contempo che produrrà anche un effetto negativo: quello di un drastico ridimensionamento del servizio scolastico pubblico in favore forse di quello privato. Inoltre un'altra diretta conseguenza della L.133/08 sarà la chiusura di decine e decine di plessi scolastici.
Molte scuole, soprattutto nei piccoli centri urbani, non ci saranno più. A scomparire sarà anche un altro degli elementi cardine dell'istruzione primaria italiana: il tempo pieno. Bisogna fare attenzione, chi sostiene che il tempo pieno non sarà toccato dalla riforma o che addirittura aumenterà mente sapendo di farlo.
Rifletteteci un poco e capirete perchè!
Se prima, per ogni 2 classi, c'erano 3 insegnanti d'ora in poi sarà uno per classe, a seguire e istruire dai 20 ai 30 alunni e che svolgerà il suo orario lavorativo settimanale esclusivamente di mattina. Pertanto al pomeriggio non potrà esserci altro che un sorta di dopo-scuola, trasformando il tempo pieno di fatto in un parcheggio pomeridiano per i bambini, che nulla ha da condividere con l'offerta didattica di cui fino ad ieri, prima della 'riforma Gelmini', gli alunni potevano usufruire con il tempo pieno.
...
ARRIVERA' PER NATALE UNA 'SOCIAL CARD' AD OLTRE 1MLN DI ITALIANI 'POVERI'
In questo caso tra il poco e il nulla ci sono così poche differenze che è difficile distinguerli.
La 'social card, almeno per il momento, sembra più l’ennesimo spot varato dal governo che piuttosto un provvedimento serio in grado di aiutare per davvero i più bisognosi.
Nessuno però si è ricordato di dire che ogni spesa effettuata con la 'social card' in automatico sarà data una commissione alla Mastercard che è la società che ha emmesso ed è la proprietà della card.
Bhe! Almeno qualcuno di certo ci guadagnerà da questa iniziativa...
Appare strano che un'iniziativa così benefica abbia comunque dei costi accessori...stranezze tutte italiane!
***
Parole....di Abraham Lincoln
Non si può arrivare alla prosperità
scoraggiando l'impresa.
Non si può rafforzare il debole
indebolendo il più forte.
Non si può aiutare chi è piccolo
abbattendo chi è grande.
Non si può aiutare il povero
distruggendo il ricco.
Non si possono aumentare le paghe
rovinando i datori di lavoro.
Non si può progredire serenamente
spendendo più del guadagno.
Non si può promuovere la fratellanza umana
predicando l'odio di classe.
Non si può instaurare la sicurezza sociale
adoperando denaro imprestato.
Non si può formare carattere e coraggioto
gliendo iniziativa e sicurezza.
Non si può aiutare continuamente
la gente facendo in sua vece quello che potrebbe
e dovrebbe fare da sola.
USA 2008: ELETTO PRESIDENTE BARACK OBAMA
marito e padre
i due rivali
genere umano
GIOCHI OLIMPICI DI PECHINO
da peacereporter
23/02/2002 - 02/07/2008 Ingrid Betancourt è stata liberata!
faccio mia la gioia di tutti!
Finalmente liberi!!!
Grazie a loro la Betancourt è libera
il ministro della Difesa colombiano Santos e il generale Montoya
Grazie Uribe!!
La Betancourt ha incontrato il presidente colombiano Uribe che vinse le elezioni del 2002
madre e figlia!
Yolanda Pulecio e Ingrid Betancourt
le due Betancourt
Ingrid abbraccia la madre Yolanda
La gioia della libertà riconquistata
Ingrid Betancourt dopo la liberazione
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